Nato come Web Comic, Il giovane Lovecraft è una striscia degli spagnoli José Oliver (testi) e Bartolo Torres (disegni) nato come omaggio allo scrittore di Providence, al suo immaginario e a quello della letteratura di genere. Un vero e proprio atto d’amore che i due autori fanno nei confronti di quello che probabilmente è il più influente autore di genere horror di sempre e dei suoi scritti.

I tre volumi editi in Italia da Diàbolo Edizioni (con un quarto già uscito in Spagna e di futura pubblicazione anche nel nostro paese), seguono le vicissitudini di un giovanissimo ed orfano H.P. Lovecraft, nerd ed immerso in un mondo tutto personale, alle prese con le difficoltà a cui ogni adolescenziale può andare in contro; dal bullismo scolastico alla difficoltà nel relazionarsi con le ragazze, anche se forse sarebbe meglio dire terrore.
Seriamente, lo potreste immaginare diverso?
Vive con le svanite zie, anche se nella realtà lo scrittore era orfano solo di padre e viveva con la madre, ed a fare compagnia al giovane protagonista ci sono la simpatica coetanea Siouxie, avida lettrice degli scritti di Edgar Allan Poe; un ragazzino proveniente dalla fredda Norvegia di nome Ishan; Glen, il ghoul di casa dalla forma di lupo parlante che ha una particolare predilezione per la carne (magari umana) e tutta una serie di creature prese dall’immaginario Lovecraftiano, ma anche da quello horror più generico.
Il giovane Howie, come viene affettuosamente chiamato dalle sue zie, molto interessato al mondo dell’occulto, non esiterà ad evocare in proprio aiuto – per affrontare e risolvere tutte quelle situazioni difficili che la vita gli farà incontrare e che agli occhi del nostro giovane protagonista sembreranno insormontabili ed irrisolvibili – gli dei cosmici e le creature che popoleranno i futuri libri dello scrittore di Providence, per mezzo di maldestri incantesimi ed evocazioni dagli esiti incerti e mai perfettamente riusciti, che daranno vita ad esilaranti disavventure e stravaganti situazioni che porteranno a conseguenze (quasi mai desiderate) e con le quali dovrà confrontarsi ed alle quali dovrà trovare rimedio.
Tramite questo espediente, gli autori riescono ad introdurre nella narrazione tutti gli elementi e le creature tipiche dell’immaginario Lovecraftiano, senza sembrare mai forzati o fuori luogo. Dimostrando, tra l’altro, di avere una notevole conoscenza dell’autore e del complesso Pantheon che accompagna i suoi scritti e quelli di autori a lui affini, riuscendo tra l’altro nel non facile compito di trasportarne gli incubi narrativi in umorismo intelligente, a tratti demenziale, ma mai banale.
Nonostante la caratterizzazione dei personaggi e la comicità, il fumetto ha comunque un tono abbastanza maturo e non mancheranno neanche riferimenti ad argomenti non propriamente da “bambini”, così come scene splatter, che non risultano mai fuori contesto proprio per visa del riferimento primario di tutta l’opera: l’orrore.

Ad impreziosire i volumi troveremo, disseminate tra le vicende del giovane Howard Phillips, delle spassose rivisitazioni di classici del passato come Moby Dick, L’Isola del Tesoro, Amleto e molti altri, riscritti in una personalissima chiave di lettura ad opera del nostro giovane scrittore. Allo stesso modo non mancheranno neanche gli incontri con i fantasmi e gli zombie di autori del calibro di Edgar Allan Poe, Rimbaud, Baudelaire ed altri personaggi, non solo reali, del passato dello scrittore.

Pubblicato in formato orizzontale, il fumetto è costituito da storie in classiche strisce autoconclusive, composte per lo più da tre vignette, che lette nell’insieme raccontano delle storie più ampie. La struttura è classica, sullo stile dei Peanuts, con scenari appena abbozzati e dove la presenza degli adulti è rilevabile solo da alcuni discorsi fuori campo. In definitiva, Il giovane Lovecraft può essere considerato un Charlie Brown in versione gotica, che ne sostituisce i comprimari con le creature tipiche dei racconti lo scrittore di Providence.
Graficamente ci troviamo di fronte ad un tratto riuscitissimo ed accattivante, fatto di caricature ottimamente delineate. Le strisce si presentano in bianco e nero, a volte seppiato, al quale si aggiungono sporadici sprazzi di colore utilizzati per far risaltare determinati momenti o particolari situazioni, come il rosso per il sangue. Una scelta, quella cromatica, perfetta per evidenziare il tono delle strisce, sempre abbastanza lugubre. Come del resto ci si aspetterebbe da qualcosa che riguarda Howard Phillips Lovecraft.

 In conclusione si tratta di un fumetto per cultori di Lovecraft proprio per la fedeltà al suo immaginario, perfettamente integrato in un contesto umoristico, ma che non mancherà di soddisfare anche gli appassionati del genere horror e gli amanti del citazionismo, che qui è presente ad alti livelli, dalle opere di Poe fino ad arrivare ai moderni classici del genere.
Allo stesso modo, però, anche i neofiti del genere si troveranno tra le mani un fumetto in grado di affascinare fin dal primo momento.
Un fumetto che saprà divertire soddisfare anche chi non ha molta dimestichezza con le nuvole parlati o con la letteratura di genere horror.

Molto consigliato.


Il giovane Lovecraft

José Oliver  | Bartolo Torres

Diàbolo Edizioni

Vol. 1

 

Vol. 2

 

Vol. 3