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Il Mostro dell’Astronave. Alien, prima che fosse Alien.

I

Diretto nel 1958 dal veterano dei B-Movie Edward L. Cahn, “Il Mostro dell’Astronave“, titolo italiano di “It! The Terror from Beyond Space“, conosciuto anche con il titolo di “It! The Vampire from Beyond Space“, rappresenta un vero e proprio cult movie per gli amanti del genere fantascientifico.
Tra i più di 100 film diretti da Cahn, troviamo alcuni episodi di “Simpatiche Canaglie” (Our Gang) diretti tra il 1939 ed 1943, molte crime story e western ed anche alcuni film Sci-Fi ed Horror. Tra questi ultimi trovano posto “classici” del genere come “Curse of the Faceless Man” (1958), “Assalto dallo Spazio” (Invisible Invaders, 1959), “VooDoo Woman” (1957), “Il Segreto di Mora Tau” (Zombies of Mora Tau, 1957)”, “The She-Creature” (1956), “Banditi atomici” (Creature with the Atom Brain, 1955), “The Four Skulls of Jonathan Drake” (1959).
Ma quelli più conosciuti restano comunque “Invasori dell’Altro Mondo” (Invasion of the Saucer Men, 1957) e soprattutto “Il Mostro dell’Astronave“.

Nell’anno 1973, una missione di soccorso ad una colonia su Marte, lascia il pianeta rosso per fare ritorno sulla Terra. Tra di loro c’è anche il Colonnello Edward Carruthers (Marshall Thompson), unico sopravvissuto della colonia marziana. Carruthers afferma che un mostro resistente ad ogni arma in loro possesso li abbia attaccati decimandoli, ma – non creduto – viene accusato della strage. Durante il viaggio di ritorno, i soccorritori avranno modo di scoprire che quanto raccontato non è frutto di menzogne ma la terribile verità. La creatura si è infatti introdotta nell’astronave e sta procedendo all’eliminazione sistematica dei membri dell’equipaggio e solo… ma non vi rovino la suspense andando oltre nella trama.

Si tratta di un B Movie in bianco e nero, low budget, che riutilizza scenografie ed astronave di un precedente film di fantascienza, “Volo su Marte” (Flight to Mars), diretto da Lesley Selander nel 1951 e girato (leggenda vuole) in sole due settimane. Tutto nel film è artigianale ed economico. E ovviamente, si vede. Gli scenari si limitano ad un paio di stanze, scarsamente arredate, su due piani diversi dell’astronave collegati da una scala a pioli. Gli “effetti speciali” seguono lo “stile” del resto della produzione, con tanto di rudimentale camminata all’esterno dell’astronave. Il mostro, interpretato da Ray Corrigan, è goffo ed impacciato e dalle buffe fattezze gommose.
Non mancano assurdità tipiche dell’ingenuità dell’epoca, come lanci di bombe
a mano e perfino spari con il bazooka all’interno di un’astronave che viaggia nello spazio. Così come il fatto che pur svolgendosi nel futuro (un “incredibile” 1973!), il ruolo femminile sia decisamente datato, relegato a compiti di cuoca e cameriera.
Nonostante queste ingenuità si tratta comunque di un film con la sua carica di tensione e forza.

Questo film ha alcune idee assolutamente geniali ed inedite per l’epoca, che ne determinano l’importanza: fondere la Fantascienza con l’Horror (il viaggio spaziale ed il classico mostro); far svolgere l’azione all’interno di uno spazio relativamente ristretto (cosa dovuta probabilmente anche ad una questione di budget); la creatura aliena che  si nasconde nel buio uccidendo i membri dell’equipaggio uno alla volta. Sono idee che verranno riproposte, con maggiore fortuna (e con budget molto più importanti) molte volte.

« Poiché Paul Blaisdell, lo scultore e truccatore del film, non poté prendere le esatte misure della testa di Corrigan e fu costretto a disegnare il suo mento che sporgeva dalla maschera del mostro, per farlo assomigliare a una lingua»

E se questa trama vi ricorda qualcosa, non state sbagliando perché la pellicola di Cahn è  considerata una versione ante litteram del ben più famoso “Alien“, capolavoro diretto da Ridley Scott nel 1979.
Del resto, la sceneggiatura scritta da Dan O’Bannon e tratta da un soggetto da lui scritto insieme a Ronald Shusett, annovera parecchie “fonti d’ispirazione” tratte da altre produzioni cinematografiche e letterarie.
Tra queste spiccano le analogie con “Terrore nello Spazio“, film Italiano del 1965 diretto dal grande Mario Bava (la scoperta dell’enorme scheletro alieno) e quelle con il racconto “Discord in Scarlet”, di Alfred E. Van Vogt, uno dei maestri indiscussi della fantascienza, pubblicato sul numero di dicembre 1939 di Astounding Science-Fiction e successivamente confluito insieme ad altri quattro suoi racconti nell’indispensabile classico “Crociera dell’Infinito” (The Voyage of the Space Beagle, 1950). Tra le varie analogie, troviamo la metodologia di riproduzione della creatura aliena che utilizza un altro essere vivente come ospite. Quest’ultima “ispirazione” costò alla produzione di Alien un accordo economico con Van Vogt, onde evitare una causa per plagio.
Se delle precedenti non ci fu mai ammissione, diversamente è stato per quanto concerne due classici ai quali O’Bannon ammise di essersi ispirato: “Il Pianeta Proibito” (Forbidden Planet, 1956) e “La Cosa da un Altro Mondo” (The Thing from Another World, 1951). Anche se le analogie con i primi due sono molto più evidenti.
Comunque sia, è fuori discussione che il film diretto da Scott resta un classico della fantascienza, assoluto capolavoro della cinematografia e vero cult movie.

Nel 2010, il film è stato rieditato in DVD in una versione completamente restaurata e rimasterizzata in digitale e gode anche di due adattamenti a fumetti: il primo, in due parti, uscito per Millennium Publications nel 1992, scritto da Mark Ellis e disegnato da Dean Zachary; il secondo, in tre parti, edito nel 2010 da IDW Publishing nella linea Midnite Movie, ad opera di Dara Naraghi e Mark Dos Santos, rispettivamente scrittore e disegnatore.

Insomma, questo film così raramente trasmesso in televisione ha ben più di un motivo per interessare gli amanti della fantascienza.

Se siete degli appassionati del genere, specialmente di quegli anni e di quel tipo di produzioni, il mio consiglio è di fare il possibile per recuperare e vedere “Il Mostro dell’Astronave” e vi suggerisco anche di recuperare il film di Bava “Terrore nello Spazio“.

E per finire un consiglio spassionato: leggete “Crociera nell’Infinito” che, oltre ad essere scritto benissimo, è anche un classico imprescindibile della fantascienza.

Buona visione e buona lettura a tutti.


Il Mostro dell’Astronave
(IT! The Terror from Beyond Space)

USA, 1958
durata: 121 min. ca.
di Edward L. Cahn
con: Marshall Thompson, Shirley Patterson, Kim Spalding, Ann Doran, Ray Corrigan, Richard Benedict, Robert Bice, Paul Langton

About the author

Anders Ge.

2 Comments

  • A proposito di questo film nella “Storia del cinema di fantascienza” (1976) della Fanucci Editore, (che resta comunque un testo basilare nella storiografia del genere) Giovanni Mongini cade in un evidente errore, confrontandolo con “Assalto dallo spazio” (Invisible invaders) del 1959 sempre diretto da E. I. Chan.
    Infatti scrive: ” Assalto dallo spazio è una discreta pellicola che narra la storia dei soliti invasori, invisibili, capaci di adoperare il corpo dei morti come veicoli. L’altrettanto puntuale invenzione dello scienziato di turno distruggerà gli invasori, peraltro identici, quando visibili, al marziano di Il mostro dell’astronave”. (pag. 245).
    In realtà nel film del ’59 gli alieni compaiono solo sotto forma di eteree sagome bianche, mentre ne Il mostro dell’astronave la creatura mostra tutta la sua fisicità, come ben sottolineato dal bell’articolo.

  • Questa recensione mi ha interessato, in quanto appassionato del cinema di fantascienza degli albori ( e in questo genere includerei almeno tutti i SF Movie B/n). Ho letto Crociera nell’infinito tantissimo tempo fa e ne conservo un indelebile ricordo, cosi’ come pure di Alien, l’iconico cult di Ridley Scott. Trovo molto interessante il fatto che il film si svolga nel 1973, potendosi prestare al classico gioco previsioni giuste/sbagliate nel cinema sul futuro, diventato uno dei classici di You Tube…In questo senso la recensione sembra far rientrare il film nel filone Wrong predictions, il che lo rende prezioso perché rende piacevole e divertente notare le diversità con l’epoca trattata…insomma un doppio interesse nel film, da una parte la ricerca sul periodo storico, i primi ANNI ’70, ormai lontanissimi dall’epoca attuale e dall’altro il controllo dell’attendibilità…mi sembra una fonte di intrattenimento. Il Low Budget in questo caso non è un limite, ma uno sprone per l’immaginazione della sceneggiatura.

By Anders Ge.
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