Portata in Italia da Magic Press nel 2003 e successivamente edita dalla defunta Planeta/DeAgostini nel 2010, grazie a RW Edizioni che ne ha rilevato il catalogo dopo la chiusura, torna finalmente sul mercato fumettistico italiano una delle migliori graphic novel degli ultimi trent’anni: Perché Odio Saturno (Why I Hate Saturn, 1990), di Kyle Baker.

Anne vive a New York. Nevrotica. Disincantata. Perennemente depressa. Non ha mai una relazione soddisfacente. Vive in un appartamento non particolarmente accogliente. Vorrebbe scrivere un libro che continua a promettere ad un editore, ma non va oltre al titolo. Il talento non le mancherebbe, ma la voglia di fare sì e per vivere scrive su una rivista mediocre. La vita di Anne si trascina così senza particolari scossoni, schiacciata dalla routine quotidiana. Beve. Le piace bere. Molto.
Dopo una discussione con il suo migliore amico, Ricky, in una delle sue solite serate passate a casa a scrivere (poco) ed a bere (molto) scotch, alla sua porta bussa una persona che non vedeva ormai da anni. È Laura, sua sorella. Diametralmente opposta a lei, sempre coinvolta in strane situazioni e convinta di essere la Regina delle Astro-girl di Saturno. Un pianeta che lei odia, Saturno.
Scoprirà, con suo disappunto e stupore, di avere con lei più cose in comune di quanto pensasse. E molto altro.

Dopo un tranquillo inizio, grazie agli straordinari dialoghi graffianti e pieni di amaro umorismo, la lettura scorre molto piacevolmente fino alla fine.
Decisamente non politically correct, in Perché Odio Saturno non c’è spazio per il buonismo e l’autore non risparmia nessuno, proprio nessuno. Non importa l’etnia, lo stato sociale, il sesso o la minoranza etnica, Baker ne ha proprio per tutti. Le battute si sprecano e, oltre a fare ridere – spesso di gusto – hanno anche il pregio di portare il lettore a riflettere e pensare, nonché a ben capire quale sia il punto di vista dell’autore sulla società moderna e la vita che questa porta a condurre.
Una sceneggiatura che si adatterebbe perfettamente ad una situation comedy o a un film, degna del migliore Woody Allen, dove non c’è giudizio morale, né accusa o buonismo, ma solo una graffiante raffigurazione della realtà secondo Baker.

Laura e Anne

In un rigoroso bianco e nero seppiato e semplici nel tratto, i disegni sono intensi ed espressivi con un carattere molto deciso. E pur senza perdersi in ricercati virtuosismi, risultano perfetti per la storia raccontata. Baker ha infatti la capacità di saper delineare perfettamente sia gli stati d’animo dei personaggi che gli ambienti che li circondano, utilizzando pochi ma essenziali tratti.
In Perché Odio Saturno, al posto dei classici baloon vengono utilizzate didascalie contenenti tutti i dialoghi ed i testi della storia, poste in testa o ai piedi di ogni vignetta, un aspetto molto particolare e diverso da quello che siamo abituati a leggere. La soluzione, già utilizzata dall’autore nel precedente “The Cowboy Wally Show” (Doubleday, 1988) può straniare ad un primo impatto, ma si rivela perfetta ed alleggerisce le vignette dalla presenza spesso invadente delle tipiche nuvole dei dialoghi, amplificando la rilevanza del testo nell’opera dell’autore.
Bisogna sicuramente riconoscere che Baker ha spesso intrapreso percorsi creativi decisamente particolari, lontani da molti comics americani.

Consiglio di approfittare del ritorno nelle librerie italiane di questa graphic novel, prima che sparisca nuovamente. Di sicuro si tratta di una storia che trascende il medium fumetto, un’opera della letteratura che riesce a parlare a tutti. Che siano o meno degli appassionati.

Capolavoro.

Kyle Baker, il “rasta” dei comics americani.

Tra i vari autori di comics d’oltre oceano, Kyle Baker è probabilmente uno tra i più particolari ed anti-convenzionali, non solo per i suoi dreadlocks. Sicuramente è uno dei migliori, come testimoniano i circa venti premi ottenuti, tra cui Eisner Awards, Harvey Awards e Glyph Comics Awards.

[Kyle Baker in dreadlocks e sorriso]
 Nel corso della sua carriera ha avuto modo di cimentarsi un po’ con tutti i generi di fumetto, lavorando anche per editori come Marvel, DC Comics, Image, Dark Horse e molti altri, per i quali ha disegnato storie per i personaggi più blasonati ed ha illustrato numerose copertine. Suo è anche il pluripremiato rilancio di uno dei più scanzonati supereroi di sempre, Plastic Man, per DC Comics: venti numeri pubblicati tra il 2004 ed il 2006 di cui è stato autore completo (testi e disegni). La serie vinse ben cinque Eisner Awards, tra cui quello per il miglior scrittore/artista e quello come migliore nuova serie, premio che vinse anche agli Harvey Award.
Nel 1990, Sempre per DC ma sotto imprint Piranha Press, pubblica come autore completo “Perché Odio Saturno”, vincitore nel 1991 di un Harvey Award come Best Graphic Album of Original Work. Dal 1998, la graphic novel passa sotto etichetta Vertigo – sempre per DC Comics.
Le illustrazioni e le caricature di Baker sono state pubblicate anche da svariate riviste, tra cui The New York Times, Rolling Stone, Spin, BusinessWeek, Mad, Vibe.
Del 1999 è invece una storia di dieci pagine disegnata, illustrata e colorata da Baker e scritta insieme alla moglie Elizabeth Glass: “Letitia Lerner, Superman’s Babysitter”, pubblicata su “DC’s Elseworlds 80-Page Giant #1”. DC decise di distruggere tutte le copie destinate al mercato USA, perché ritenne alcuni dei suoi contenuti non adatti, ma lasciò in distribuzione quelle destinate al mercato europeo. Ironia della

 

[Plastic Man (Vol.4) #1, 2004]

sorte, la storia vinse un Eisner Award come Best Short Story. Fu poi ristampata nel 2001 su “Bizarro Comics”.
Nel corso degli anni Baker è riuscito ad aggiudicarsi varie volte i premi più prestigiosi per le sue opere, tra cui “Nat Turner” e “Nat Turner: Revolution” – dedicate allo schiavo afroamericano che nel 1831 guidò una sanguinosa rivolta in Virginia, “You Are Here” (Paradox Press, 1998), “The Bakers” (2005-2006) – serie incentrata su sua moglie ed i suoi tre figli – e “Il Quinto Beatle. La storia di Brian Epstin” (The Fifth Beatle. The Brian Epstin Story, Dark Horse, 2013) – quest’ultima realizzata con Vivek Tiwary e Andrew Cornell Robinson.
Nella sua carriera si è occupato anche di scrittura per il cinema e di animazione, lavorando per le emittenti televisive MTV, BET e Cartoon Network, collaborando anche ad un progetto sui Looney Tunes comprendente il lungometraggio del 2003 “Looney Tunes: Back in Action”.
Una carriera piena e molto varia, costellata di molte esperienze e di tanti meritati successi.
Un autore da cui si vorrebbe sempre di più, un fuoriclasse, probabilmente un vero genio della nona arte.


Perché Odio Saturno

di Kyle Baker

B/N – 208 pp

RW Edizioni – Planeta/DeAgostini