Per prendere parte a un congresso di parapsicologia, John Holden, uno scienziato e psicologo americano, si reca in Inghilterra. Qui scopre che il professor Harrington, un collega che doveva illustrare un lavoro riguardante la stregoneria, è morto in seguito a strane circostanze che i collaboratori di Harrington non escludono essere dovute all’intervento di eventi paranormali. Eventi che Holden bolla solo come credenze popolari.
Dopo aver preso visione degli appunti del collega defunto, decide di recarsi presso il British Museum per compiere delle ricerche riguardanti la stregoneria dove scopre la mancanza di un volume tra quelli custoditi nella biblioteca del museo. Qui ha modo di conoscere il dottor Karswell, che gli propone di mostrargli la sua copia del volume mancante. Holden accetta di incontrarlo.
Successivamente, durante il funerale del dottor Harrington conosce la nipote, Joanna, la quale gli affida il diario dello zio dove scopre che lui era molto allarmato proprio in merito al potere del dottor Karswell.
Recatosi a casa di quest’ultimo, dopo una pesante discussione in merito al libro, si scatena una tempesta causata da un maleficio che Karswell ha lanciato sull’americano e gli predice la morte nell’arco dei tre giorni successivi.
La logica di Holden lo porta a non prendere in considerazione quanto accaduto, ma un po’ per volta, alcuni eventi lo portano a pensare che forse si sbagliava e che la sua vita è realmente in pericolo.

Dana Andrews

«Dana Andrews said prunes gave him the runes, but passing them used lots of skills».
Così recita un verso di “Science Fiction/Double Feature”, canzone con cui si apre il celebre “Rocky Horror Picture Show”, facendo riferimento proprio a La notte del Demonio (“Night of The Demon“/”Curse of the Demon“), film del 1957 del regista e attore francese Jacques Tourner.
In La notte del Demonio si contrappongono magia e scienza, che vengono rappresentate egregiamente dai due personaggi principali, che si fronteggiano su piani contrapposti. La razionalità dello scienziato che non crede – o non vuole credere – a quanto di illogico ed incredibile sta accadendo intorno e contro di lui, si scontra con il pericoloso mago che la sua ragionevolezza considera un imbroglione, un venditore di fumo.

Niall McGinnis e Dana Andrews

Ma il suo scetticismo non gli permetterà di vedere che in realtà è già preso nella rete di Karswell e delle sue arti mistiche, coinvolto in accadimenti che non potranno essere fermati ed affrontati con la sola ragione ed il pragmatismo dell’uomo di scienza. Sarà suo malgrado obbligato ad espandere i suoi orizzonti anche se non ammetterà mai l’esistenza del soprannaturale. Holden scoprirà ben presto che il suo avversario è assai furbo ed imponderabile e che far luce sulla misteriosa morte del suo collega non sarà cosa semplice.
In un susseguirsi di misteriosi avvenimenti va in scena un thriller con una trama oscura che mescola, in un mix perfetto, la stregoneria con la scienza dando vita ad un conflitto di credenze che si perpetua da secoli.
Con La notte del Demonio non siamo di fronte al classico horror movie degli anni ’50, ma piuttosto ad una “moderna” storia dove il trascendente sovverte il terreno seguendo percorsi sorprendenti e spiazzanti.
La precisa e capace regia sottolinea perfettamente lo scontro tra il logico e l’illogico, lasciando lo spettatore in balia dell’imprevedibilità degli avvenimenti e lasciandogli decidere se credere o meno a quanto accade.

Tourneur è stato innegabilmente un regista molto capace. Nella sua carriera ha firmato la regia di più di settanta film dei generi più diversi, lavorando anche per la televisione – suoi alcuni episodi della famosa serie western Bonanza. Quando si parla di cinema è normale imbattersi nel suo lavoro.
Particolare rilevanza hanno avuto tre film girati tra il 1942 ed il 1943 che, insieme a La notte del Demonio, sono considerati veri classici della cinematografia horror: “Ho camminato con uno Zombie” (“I Walked with a Zombie”, 1943), “L’Uomo Leopardo” (“The Leopard Man”, 1943) e soprattutto il bellissimo “Il Bacio della Pantera” (“Cat People”, 1942).
Dopo ben quattordici anni dal suo ultimo film horror, con La notte del Demonio Tourneur ribadisce le sue capacità presentando un film che esula da quelli che erano i canoni del genere in quel periodo. Lasciando da parte gli effetti speciali e concentrandosi invece sulla tensione e la psicologia dei personaggi riesce a rappresentare situazioni occulte e spaventose avvalendosi magistralmente di ogni inquadratura e di perfetti giochi di luci ed ombre. Probabilmente grazie alla scarsità dei mezzi economici a sua disposizione agli inizi della carriera, Tourneur imparò bene che un sapiente uso della regia, della fotografia e dei sottintesi potevano generare nello spettatore più tensione e terrore di quello che viene invece mostrato tramite trucchi ed effetti speciali.
La sceneggiatura di Charles Bennet – già collaboratore in molti film di Alfred Hitchcock – tratta da un racconto di M. R. James (“Casting the Runes”, 1911 – “L’Incantesimo dei Runi” o “L’Incantesimo delle Rune”) è ottima e perfettamente strutturata e la forma

Dana Andrews e Peggy Commins

smagliante degli attori principali, Dana Andrews (John Holden), Peggy Commins (Joanna) e Niall McGinnis (Dr. Karswell), contribuiscono alla buona riuscita del film.

Fu Hal E. Chester, produttore della pellicola, a volere Tourneur come regista del film che, in un primo momento, era destinata allo stesso Bennet. Sempre Chester volle le due scene con il demone del titolo – una all’inizio della pellicola ed una nel finale. Per la creazione degli effetti speciali avrebbe voluto il grande Ray Harryhausen, ma il geniale maestro della stop-motion era già impegnato nella realizzazione de “Il 7° Viaggio di Simbad” (“The 7th Voyage of Simbad”, 1958), un altro classico imperdibile. Dovette quindi ripiegare su scelte più modeste che non brillarono certo per tecnica, risultando piuttosto approssimative nella loro realizzazione.
A nulla servirono le proteste da parte di Tourneur – che si rifiutò di girare le scene richieste – e dello sceneggiatore, che avrebbero voluto lasciare lo spettatore sempre nel dubbio e nell’incertezza.
Le scene vennero inserite alla fine delle riprese, prima della distribuzione del film (pare all’insaputa del regista). Chester affermò che erano già previste fin dall’inizio delle riprese, cosa che Tourneur negò sempre risolutamente.
Sono proprio queste due scene l’unico difetto di un film che gioca abilmente con la psicologia dei personaggi e la dicotomia tra scetticismo e credenza, risultandone quasi estranee.

La notte del Demonio può comunque essere considerato di diritto un capolavoro del mistero che si affaccia all’horror.
Un film che a sessant’anni dalla sua uscita riesce ancora a tenere lo spettatore incollato davanti allo schermo con il fiato sospeso. E questa non è cosa da poco.

Imperdibile.


La notte del Demonio
(Night of the Demon / Curse of the Demon)

Regno Unito, 1957
durata: 83 min. ca.
di Jacques Tourneur
con: Dana Andrews, Peggy Commins, Niall McGinnis