Keith Winton, scrittore e direttore di una rivista di fantascienza è ospite nella villa di campagna del suo editore. Si sta apprestando a cenare quando, un incidente occorso ad un missile diretto sulla luna, lo catapulta su una terra parallela a prima vista identica alla sua. Si accorgerà ben presto che così non è, che esistono delle differenze. Ad esempio i dollari sono sostituiti da un’altra moneta, la terra è in guerra con gli Arturiani, è abitata anche da strani esseri lunari e per strada può capitare di incontrare astronaute vestite come delle pin-up (!?). Ma i veri guai per Keith cominceranno quando verrà creduto una spia degli Arturiani. Comincerà così per lui la ricerca del modo per tornare a casa.

Scritto nel 1949 ma ambientato nel 1954, Assurdo universo (What Mad Universe) è il primo romanzo fantascientifico di Fredric Brown, già noto per aver scritto numerosi racconti e storie brevi di genere, nonché alcuni romanzi gialli. Ma è proprio con questo romanzo, considerato uno dei capolavori del genere, che lo scrittore americano si è guadagnato, di diritto, un posto tra i massimi autori di fantascienza.
Romanzo classico nell’impostazione e scritto con una certa semplicità linguistica che si adatta perfettamente al tipo di storia raccontata, vede il protagonista fare di tutto per uscire da una situazione impossibile, nella quale è venuto a trovarsi per circostanze indipendenti dalla sua volontà. Circostanze che lo faranno diventare – suo malgrado – l’eroe di turno. L’ambientazione è fantascientifica, ma dallo svolgimento simile a quello di un libro giallo. Keith, infatti, dovrà scoprire cosa sia successo e quale sia il mistero dietro a quanto accaduto, così da poterlo risolvere e fare ritorno a casa.
La fantascienza messa in campo è semplice, ma il motivo di questa semplicità è da ricercare nell’ipotesi che sta alla base del romanzo: esistono un infinito numero di universi paralleli quindi, se sono infiniti, allora è plausibile anche che esistano mondi corrispondenti a quello descritto nel libro. Per quanto assurdi essi siano. In realtà c’è anche dell’altro, ma lascio a voi il piacere di scoprirlo.
Il racconto, dal ritmo incalzante e dai colpi di scena che si susseguono incessantemente, “costringerà” il lettore a non smettere di leggere, sollecitato ad ogni pagina dalle incredibili trovate di cui il romanzo è ricolmo.
Si verrà sopraffatti dagli eventi e non sarà strano trovarsi a dubitare di quale sia la realtà e quale l’immaginazione del protagonista: quel nuovo e strano mondo è reale o solo il frutto della sua fantasia, di un sogno? Oppure, al contrario, è il mondo da cui arriva a non essere mai esistito?

Non è facile trovare un romanzo che fin dalle prime battute sappia coinvolgere ed appassionare il lettore come sa fare Assurdo universo. Tra fantascienza e azione, giallo e spassoso divertimento, sarà un susseguirsi di emozioni a guidare il lettore fino all’ultima pagina.
Un libro consigliato a tutti gli amanti del genere, specialmente quello classico, ma anche a chi vuole avvicinarsi alla fantascienza o non ne è appassionato, proprio in virtù della sua natura divertente ed ironica che lo rende un vero punto di riferimento.

Da leggere senza indugio!

 

Due parole su Fredric Brown

Dotato di una capacità di sintesi non comune, Fredric Brown (Cincinnati, 29 ottobre 1906 – Tucson, 11 marzo 1972) possiede uno stile avvincente, pressoché perfetto, che riesce a coinvolgere fin da subito grazie ad uno svolgimento completamente privo di fronzoli, che catapulta il lettore subito nell’azione. La sua produzione di genere è composta principalmente da racconti, anche di brevissima durata, ed una manciata di romanzi. Scritti con ironia, quasi con leggerezza, stile che Brown utilizza sapientemente per affrontare con disinvoltura temi ben più seri. Altro esempio della sua capacità di giocare con gli stereotipi della fantascienza e, contemporaneamente, di criticare la società (di allora ovviamente) è “Marziani andate a casa” (Martians, Go Home), romanzo del 1954 nel quale il protagonista scopre che i marziani hanno invaso il pianeta terra e, sfruttando la loro capacità di vedere al buio ed attraverso i solidi, si divertono ad infastidire gli umani, rendendo loro la vita impossibile con dispetti di ogni tipo. L’autore è molto abile anche nel far immedesimare il lettore con il protagonista, costringendolo a vedere le cose secondo un punto di vista differente. Esempio perfetto di questa sua capacità è il racconto breve “Sentinella” (Sentry, 1954), conosciuto anche con il titolo “Avamposto sul pianeta X”, probabilmente l’opera più famosa e rappresentativa dell’autore. Nel racconto si parla di una guerra contro una razza aliena e di un soldato in trincea, intento a mantenere la sua posizione. Il soldato, che avrà il tempo di soffrire e lamentarsi per le condizioni in cui si trova e di sentire una forte nostalgia di casa, sarà coinvolto in uno scontro a fuoco prima dello spiazzante colpo di scena finale (che non vi rivelo, per non rovinarvi il gusto di una auspicabile lettura futura).
Fredric Brown resta tutt’ora un autore molto attuale e la lettura dei suoi racconti e romanzi risulta sempre piacevole ed appassionante, nonostante gli anni che portano sulle spalle. E questa non è una cosa da poco.


Assurdo universo

di Fredric Brown

188 pp

Meridiano Zero