Due detective della polizia, Bruno Moretti e Benito Succo, indagano su alcuni delitti compiuti da un serial killer. Accanto alle vittime vengono sempre ritrovate delle lettere riportanti alcuni versi della Divina Commedia e sugli occhi due monete. Moretti si rivolge a Vittorio Visconti, esperto conoscitore di Dante Alighieri, per chiedere un parere sui brani ritrovati accanto alle vittime. Dopo alcune indagini, comincia a sospettare che ci sia una relazione tra quanto sta accadendo ed il rapimento della figlia di Visconti, Francesca, avvenuto 15 anni prima e della quale non si sa più nulla. Paralizzato dal giorno del rapimento della figlia, Visconti vive con la moglie Nina che da allora è in uno stato permanente di fortissima depressione. Le indagini, a quel punto, cominciano a prendere una piega inquietante.

Il neo-giallo è un genere cinematografico particolare, che si prefigge di rielaborare il giallo italiano tipico degli anni settanta – quello di registi come Dario Argento, Mario Bava, Umberto Lenzi solo per citare alcuni dei più famosi – per proporlo ad un pubblico moderno. Il genere non ha delle regole di stile precise, poiché si basa essenzialmente sull’idea che hanno i vari autori e registi.
Tra questi s’inseriscono perfettamente anche i due fratelli argentini Luciano e Nicolas Onetti che, a due anni di distanza dal precedente “Sonno profondo” (Deep sleep, 2013), opera prima che gli ha imposti all’attenzione di pubblico e critica, ritornano sulle scene con il thriller Francesca (2015), presentato in anteprima ad uno dei più prestigiosi ed importanti festival di cinema fantastico: il Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya, il Sitges, dal nome della cittadina spagnola dove si svolge. Ha poi continuato a raccogliere consensi e riconoscimenti ovunque, vincendo premi tra cui il nostrano Weird Vision Award, all’importante Ravenna Nightmare Film Festival, con la motivazione “Per aver omaggiato con un atto d’amore, stravagante e visionario, il nostro cinema di genere degli anni ‘70”.
Motivazione più che mai corretta.
Quello che salta subito all’occhio nei film dei due fratelli argentini è la maniacale riproduzione del giallo italiano degli anni settanta. Le ambientazioni e le scenografie, la fotografia e la resa su pellicola, i costumi, le musiche e la grafica dei titoli, sembrano riaffiorare proprio da quegli anni d’oro del cinema di genere italiano. Se non lo si sapesse, si potrebbe pensare ad un film di quegli anni ritrovato in qualche archivio, tanto l’immersione è totale. È fuori discussione la conoscenza e la devozione quasi maniacale che i due fratelli nutrono nei confronti di quel tipo di cinematografia e di quegli anni, tanto perfettamente è tutto ricreato.
Ancora una volta i fratelli Onetti si occupano di quasi tutto quello che riguarda la realizzazione del film, ricoprendo praticamente tutti i ruoli chiave per la sua realizzazione. Produzione, effetti speciali ed aiuto regia, sono opera di Nicolas Onetti. Il fratello Luciano si occupa invece di regia, sceneggiatura, montaggio, composizione della colonna sonora ed è operatore di macchina e fonico. Insieme si sono invece occupati della scrittura del film e degli arredamenti. Letteralmente un film dei fratelli Onetti.

Non è la prima volta che un film onora il thriller italiano degli anni settanta, ma qui siamo ben oltre il nostalgico omaggio. Francesca è un film di quegli anni girato al giorno d’oggi. Una vera e propria macchina del tempo.
E per la sua realizzazione si servono di tutti gli strumenti che venivano utilizzati in quegli anni dai cineasti italiani: una cinepresa con le stesse ottiche ed obbiettivi, gli stessi caratteri per i titoli, i colori carichi e saturi all’inverosimile, l’audio registrato con le stesse apparecchiature. Gli oggetti, i vestiti, e le scene sono perfettamente ricercati ed allestiti così da ricreare ed immergere negli anni settanta italiani. Trova posto anche il classico J&B. Nulla è lasciato al caso. Non fanno eccezione neanche gli attori, che ben lungi dal machismo attuale, ripropongono una fisicità più quotidiana come era d’uso all’epoca.
Per dimostrare una volta di più il loro amore per il Bel Paese, anche se girato interamente in Argentina, gli Onetti ambientando il film in una non precisata città italiana e fanno recitare gli attori in Italiano, senza doppiaggio alcuno, nonostante siano tuti argentini. Questa scelta è l’unico vero problema del film, poiché tutti i personaggi parlano con un forte accento sudamericano, creando un effetto ridicolo, che alla lunga può diventare irritante per noi madrelingua. Questo penalizza molto il film e distrae, di fatto allontanando dalla visione quel pubblico che si avvicina al film senza conoscerne i retroscena ed (eventualmente capirne) il senso dell’operazione.
Tuttavia, ciò nonostante, e malgrado gli attori non di prima categoria ed a una serie di altri difetti più o meno evidenti, il film funziona benissimo ed ha stile da vendere. Un vero piacere per gli occhi.
Risulta impossibile non amarlo, fin dal primo fotogramma, che ci immerge all’istante in quella dimensione tutta particolare che avevano i gialli ed i thriller nostrani da cui trae ispirazione.

Francesca è un giallo notevole, bello, con una regia di qualità e stile. È un giallo deduttivo, messo in scena con gli elementi tipici del genere. Dagli omicidi seriali che seguono un preciso rituale, alla polizia che pare non cavare un ragno da un buco, per arrivare ad un passato misterioso ed inquietante. L’assassino, sfuggente e motivato, impegnerà non poco la Polizia nelle indagini. Geniali gli omicidi sulle parole del Sommo Poeta, le monete sugli occhi come obolo per Caronte ed i riferimenti a Paolo e Francesca che aiutano ad immergersi ancora di più in un’atmosfera da penisola italica.
I dialoghi – al di là della dizione degli attori –  sono ricchi ed abbondanti, anche se non particolarmente ispirati.
La trama non è perfetta e mostra alcune imperfezioni e dubbi. Ne è un esempio il ritrovamento della prima vittima, dove si fa riferimento al ritorno di un fantomatico serial killer che utilizza sempre lo stesso modus operandi senza mai accennare a nulla del passato durante l’intero svolgimento del film. Che sia un preludio per un prequel? Oppure l’ennesima dimostrazione di stile, duplicando la stessa ingenuità con cui negli anni ‘70 si lasciavano trame irrisolte? Ma tutto fila comunque bene, restando in linea ed armonia con il tipo di operazione messa in atto dai fratelli Onetti, che puntano al recupero totale dell’estetica di un certo cinema di genere, così come era concepito e realizzato in originale, piuttosto che al veritiero e totalmente plausibile moderno.
La regia di Luciano Onetti fa suo il fascino magnetico proprio di quel cinema, riuscendo a proporre una sua versione delle caratteristiche stilistiche che contraddistinguevano le pellicole e l’operato dei registi di genere dell’epoca, Dario Argento su tutti.
Già dall’introduzione, che con poche e veloci inquadrature racconta di una bambina sadica, lasciando presagire che quanto accadrà dopo sarà una diretta conseguenza dei fatti a cui assistiamo, se ne intuisce tutta la forza e la capacità narrativa. Si intuisce così da subito che Francesca è un film angosciante e duro, a tratti perfino spaventevole.
Non sono pochi i momenti di vera suspense e la bambola che ripete in modo ossessivo “Mamma ha voglia di giocare con te” accompagnando l’assassino nelle sue scellerate azioni dona più di un brivido ogni volta che si fa sentire.
Ossessivo e conturbante nelle atmosfere, il film viaggia con efficacia e stile fino a quel doppio finale, che con la crudele scena posta dopo i titoli di coda e ripresa come un filmino amatoriale in Super 8, rappresenta l’unica eccezione al decennio di riferimento del film degli Onetti, epoca in cui un film dopo i titoli di coda finiva e basta.
A completare il tutto ci pensa poi l’ottima ed ispiratissima colonna sonora, composte da Luciano Onetti, che con le sue sonorità ed i passaggi alla Goblin – e non poteva essere diversamente in fondo – aiuta a creare quel senso di attesa e disagio tipico dei film giallo/thriller degli anni settanta.

In definitiva, Francesca è un film con un’anima ed un amore infiniti per il nostro paese e la sua cinematografia dei tempi d’oro del genere.
Un film che trascende il semplice termine di film bello, per posizionarsi in quel settore dove a fare la differenza sono le emozioni che vengono evocate con la visione.
Ma è anche un film per veri appassionati, un esercizio di stile che punta più a ricreare un mondo, piuttosto che alla perfezione dei contenuti.
E ci riesce benissimo, malgrado la sua imperfezione, proprio come i film a cui si ispira.

 

Bellissimo.

 



 

Francesca
(Francesca)

Argentina, 2015
durata: 125 min. ca.
di Luciano Onetti
scritto da: Nicolás e Luciano Onetti
prodotto da: Nicolás Onetti
con: Raul Gederlini, Silvina Grippaldi, Martina Nigrelli, Luis Emilio Rodriguez, Gustavo D’Alessandro, Juan María Onetti, Nicolás Onetti