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Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell’oscuro desiderio. Il gotico è servito.

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Scritto nel 1983 dall’allora ventitreenne Neil Gaiman, per essere poi riposto in fondo ad un cassetto perché non ebbe l’approvazione sperata, il racconto breve Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell’oscuro desiderio (Forbidden Brides of the Faceless Slaves in the Secret House of the Night of Dread Desire) venne poi recuperato nei primi anni duemila per essere inserito nella raccolta di racconti horror, Gothic! – Ten Original Dark Tales (Candlewick Press, 2004).
Il racconto fu poi pubblicato anche nell’antologia dell’autore britannico Cose fragili (Fragile Things, 2006), edito in Italia nel 2014. La raccolta contiene anche Come parlare con le ragazze alle feste (How to Talk to Girls at Parties), già tradotto in graphic novel da Dark Horse nel 2016, su disegni dei gemelli Gabriel Bá e Fábio Moon e recentemente in un film (anche musicale) diretto da John Cameron Mitchell, con Elle Fanning e Nicole Kidman – da noi intitolato con il terribile e quanto mai assurdo La ragazza del punk (!?).
Anche Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell’oscuro desiderio – che d’ora in avanti chiameremo solo Le spose proibite – quest’anno ha potuto avvalersi di una versione in graphic novel, sempre per Dark Horse, con i disegni dell’artista inglese Shane Oakley – che aveva già lavorato con Gaiman su di un numero di Sandman – ed i colori di Nick Filardi.

Le spose proibite è un racconto gotico e satirico. È la storia di uno scrittore che cerca di scrivere un capolavoro letterario, ma si trova a dover combattere con il blocco dello scrittore, frustrato dall’irrefrenabile impulso di inserire momenti umoristici ed esilaranti dialoghi, che non si addicono all’opera che è sua intenzione di scrivere. Come se questo non bastasse, a congiurare contro di lui ci saranno anche interruzioni e distrazioni dovute ai più disparati motivi: urla nella notte, suoni e rumori spaventosi sono solo un piccolo esempio. Il lugubre maggiordomo Toombes ed un corvo parlante lo convinceranno a scrivere una storia fantasy. Ma quello che nel mondo dello scrittore è considerato fantasia potrebbe non essere ciò che ci aspettiamo.

Ambientata in un mondo dove la normalità e l’orrore si sono scambiati di posto e dove è quindi normale incappare in paurosi “fastidi“, la storia è raccontata alternando ciò che realmente accade allo scrittore e ciò che sta scrivendo e risulta molto divertente da leggere anche grazie ai dialoghi brillanti e spiritosi, che contrastano con l’ambientazione dark e lugubre. Una volta di più Gaiman mostra la sua abilità nel saper mescolare la finzione con il reale. Molti i riferimenti a quelli che sono gli stilemi dell’horror, come non mancano le citazioni (il corvo che esclama “mai più” – “nevermore” – che ricorda l’opera di Edgar Allan Poe). Nei testi c’è spazio sia per la per la suspense che per lo humor; è un sincero omaggio al gotico, ma ne è anche una divertita parodia, al cui interno possiamo trovare molto del pensiero dello scrittore britannico e, anche se ancora acerbo, già s’intravvede quello che solo qualche anno più tardi sarebbe diventato il suo capolavoro, un’opera seminale che rappresenta la summa del suo pensiero artistico, Sandman. Del resto, è lo stesso Gaiman che sul suo blog, nel 2003, a proposito del racconto dice: “Non era male. Le parti divertenti erano ancora divertenti, lo stile ancora adeguato, e in parte anticipava cose che avrei fatto quattro anni più tardi con Sandman”.
E certo non è un caso il fatto che in Sandman #15 (“Into the night”, Sandman (Vol.2) #15, aprile 1990) un personaggio – Zelda – faccia uno strano sogno dove si parla anche di Secret Brides of the Faceless Slaves in the Secret House of the Night of Dread Desire.
Ma la storia è anche una finestra sullo sviluppo creativo e sulla difficoltà che si affrontano nel portarlo avanti, a conferma della rilevanza che per l’autore ha il narrare storie.
Bellissimi i disegni di Shane Oakley. Il suo stile spigoloso ed originale, fatto di linee forti ed ombre accentuate, risulta perfetto per storie dark e horror. Visivamente molto accattivante, riesce ad essere particolarmente evocativo specialmente nelle scene disegnate in bianco e nero, che restituiscono un grado di forte emotività ed intenso senso drammatico. Particolarmente riuscito l’uso delle ombre, che in ambienti per loro natura illuminati da fievoli candele che emano una luce circoscritta, vengono utilizzate per mostrare quale sia lo “stato d’animo” di quel preciso momento della storia. Un’altra particolarità del lavoro di Oakley è la capacità di mescolare il fondale della scena con quanto viene descritto, così da rendere il tutto unico e omogeneo.
Ottimi anche i colori di Nick Filardi, molto convincenti ed in grado di aumentare il carattere gotico della storia e, là dove usati, aumentarne l’effetto drammatico.

 

Neil Gaiman

Leggere Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell’oscuro desiderio è un piacevole svago. I disegni di Shane Oakley sono meravigliosi ed i colori di Nick Filardi li impreziosiscono ulteriormente. Lo stesso vale per i testi di Neil Gaiman, che sanno divertire intelligentemente e rendono viva storia, come ci ha ampiamente abituato. È vero, non siamo alla presenza del miglior fumetto di Gaiman, ma considerando che le sue opere “minori” riescono ad essere comunque superiori alla media, non posso che consigliare a tutti di leggere questa graphic novel. In ogni caso, non lascerà insoddisfatti.

 

Gotico al punto giusto.

 


 

 

Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell’oscuro desiderio
(Forbidden Brides of the Faceless Slaves in the Secret House of the Night of Dread Desire)

Editore: Mondadori / Oscar Ink (2017)
(Dark Horse Comics, 2017)

Testi: Neil Gaiman
Disegni: Shane Oakley
Colori: Nick Filardi

 


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Anders Ge.

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