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Astromostri. Un gaijin per eroe.

A

1945, durante il rientro da una missione sul pacifico, il mitragliere John a bordo del suo caccia scorge qualcosa di strano nel cielo: un’astronave extraterrestre. A fine conflitto John decide di restare in Giappone e di dare vita al suo futuro in quel paese dalle enormi potenzialità, che dopo il secondo conflitto mondiale si avvia alla rinascita.
Si guadagna da vivere grazie alla sua abilità nel riparare gli oggetti e la conoscenza dell’elettronica e spesso viene chiamato sul set dei film di fantascienza, con gli extraterrestri ed i kaijū – i tipici mostri della fantascienza del Paese del Sol Levante.
Ma John sa che gli alieni esistono veramente, li ha visti anni prima, ed ora sta cercando la prova della loro esistenza.
E quando la sua ragazza, Kumi, dopo avergli confidato di sentirsi in pericolo scompare misteriosamente, si convince che sia stata rapita da questi esseri e che solo lui potrà salvarla.

Astromostri è un romanzo grafico uscito nella linea Le Storie di Bonelli, disegnato da Maurizio Rosenzweig e scritto da Antonio Serra.
Che Serra fosse un appassionato di fantascienza non è certo un mistero, non solo perché è uno dei coautori – insieme a Michele Medda e Bepi Vigna – di uno dei personaggi bonelliani più famosi, Nathan Never, ma dalla sua introduzione al volume si capisce che l’autore ha una vera e propria passione per il genere kaijū, quello con i mostri giganti a la Godzilla, tanto per intenderci.
Questa passione si vede tutta, traspira in ogni vignetta che compone la storia di Astromostri.
Serra racconta una storia fatta di personaggi normali, che vivono in un paese che sta attraversando un periodo di faticosa rinascita, pieno di speranze e di entusiasmo, di cui anche il cinema – compreso quello di genere fantascientifico, con tutte le sue invenzioni e trovate – è parte attiva. E Jhon è un personaggio con il quale non sarà difficile entrare in simpatia, specialmente se il lettore conserva ancora dentro di sé lo stupore del ragazzino che vede quei giganti che combattono tra di loro nei kaijū eiga, i film di mostri giganti.
Astromostri è una storia dinamica e d’azione, che si legge piacevolmente tutta d’un fiato, dalla prima all’ultima pagina, fino alla sua appassionante – e commovente – conclusione, che non vi anticipo. E questa è forse la parte più debole di tutta l’opera, che non rende merito a quanto letto fino a quel momento, “normalizzando” una situazione che forse meritava qualcosa di più. Almeno così è per il sottoscritto.
Ottimi i disegni di Rosenzweig, che raggiungono momenti di assoluta evocativa perfezione. Bellissimi gli scorci cittadini e l’uso magistrale del bianco e nero che avvicinano il tutto ai migliori manga, pur mantenendo un’identità propria ben definita. I personaggi sono forse un po’ troppo caricaturali per i miei gusti, ma è lo stile e non un difetto.
Divertenti anche le citazioni di personaggi famosi che si possono trovare all’interno delle bellissime tavole.
Una nota di merito anche per Aldo Di Gennaro, autore dell’affascinante copertina del volume.

Astromostri è una lettura consigliatissima per tutti gli amanti della fantascienza, dei manga e del buon fumetto in genere.
Un volume quasi perfetto, che pecca forse nel finale, ed in un paio di “buchi” di sceneggiatura che comunque non ne inficiano assolutamente la lettura – e a voler ben vedere, avvicinano il fumetto a quelle pellicole che l’autore (come pure chi scrive, sia chiaro) tanto ama.
Il consiglio è di andare in edicola e comprarlo, o ordinarlo se non più disponibile.
Non ve ne pentirete.

 

Da leggere.


Astromostri
soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
disegni: Maurizio Rosenzweig
copertina: Aldo Di Gennaro

Sergio Bonelli Editori
Collana: Le Storie, N°61, Ottobre 2017
pag. 116, b/n


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Anders Ge.

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