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Memoryville. Speranza, passato e presente.

M

Harold è uno scrittore, ma da anni non riesce più a scrivere qualcosa di buono. È alla ricerca di una storia che possa riscattarlo e l’occasione si presenta quando un giorno la sua strada incrocia casualmente quella di un vecchio caso di omicidio mai risolto. Decide così di ricostruire la vicenda, mettendosi ad indagare per proprio conto, facendo domande su un passato che forse sarebbe stato meglio lasciare stare e cercando di svelare la verità su quanto accaduto più di vent’anni prima, nella piccola cittadina di Illwood, West Virginia. Non sa ancora che le sue indagini metteranno in moto eventi più grandi di lui.

Memoryville è una storia cupa, anzi nera, di redenzione morale e di riscatto sociale in cui sono narrate le vicende di alcuni abitanti di Illwood – che dai più viene chiamata Memoryville, come se fosse un luogo di cui esiste solo la memoria di un tempo migliore e niente di più – che cercano di affrancare la loro vita dall’immobilità e dallo sfacelo più totale. Le vicende e le trame dei personaggi secondari s’intrecciano con la storia principale, formando un vivo affresco di dolorosa decadenza umana di una periferia americana sempre più ai margini, che annichilisce e frantuma i sogni di chi la abita e, pur odiandola, non riesce ad abbandonarla. È un campionario di umanità ferita e disincantata, sempre più delusa e che dalla vita cercano di prendere quello che possono, in ogni modo possibile.
Gianmaria Contro, che della collana Le Storie è anche il curatore e che abbiamo già visto nell’ottimo L’Innocente (Le Storie #34 del luglio 2015), tesse una trama solida e ben strutturata, dove non mancano i colpi di scena e le indagini portano a conseguenze inaspettate. I segreti e le bugie vengano a galla un po’ alla volta e tutto s’incastra perfettamente in un puzzle intricato che ad ogni pezzo avvicina sempre di più i protagonisti all’ineluttabile finale e tutti i tasselli, collocati al posto giusto, sveleranno i segreti che si celano dietro a quel vecchio cold case.
Come lo stesso Contro ammette nell’introduzione del volume, le ispirazioni sono molteplici; da Fargo dei fratelli Joel e Ethan Chen a Soldi Sporchi di Sam Reimi – e, aggiungerei, anche la prima stagione dello stupefacente True Detective proprio per il campionario di umanità mostrato -, passando per i classici letterari del genere. D’altronde, sempre come affermato dall’autore, ormai la completa originalità è una chimera e tutti sono figli o nipoti di qualcun altro.
Ma il risultato non cambia e la storia che Gianmaria Contro restituisce funziona bene ed avvince quanto basta come ogni thriller di qualità deve fare.
A rendere viva la storia ci pensano i disegni di Max Avogado, che hanno la capacità di restituire visivamente il nero della storia, con un taglio moderno convincente.
Ottima la scelta di utilizzare di due stili differenti per la rappresentazione del presente e dei vari flashback presenti nella storia. Se il presente viene rappresentato in modo nitido con un tratto più marcato e deciso, le scene del passato sono invece molto più delicate, quasi appannate e con uno stile che ricordano l’acquarello; contrasto che amplifica efficacemente l’effetto presente/passato e rende l’insieme più suggestivo. La rappresentazione dei personaggi è poi ottima, specialmente per quanto concerne i particolari dei primi piani che mostrano il giusto grado di dettaglio rendendo il tutto molto espressivo.
La copertina dell’albo, ad opera di Aldo Di Gennaro, è realizzata con uno stile pittorico molto efficace e lascia intendere fin da subito che stiamo per intraprendere un viaggio in una dimensione oscura e pericolosa, in cui smarrirsi è facile, senza possibilità di ritorno.

Dopo il precedente Astromostri (qui potete leggere la recensione), Memoryville è un altro numero della collana Le Storie di casa Sergio Bonelli Editore che non passa inosservato. Un fumetto che, grazie ad una scrittura ben calibrata e agli ottimi disegni, convince e sa tenere alto l’interesse fino alla fine.
È un thriller nero, amaro e crudo, dove non c’è spazio per l’ironia e la speranza è la sola ancora di salvezza per i protagonisti.
Si tratta di un fumetto che sicuramente piacerà agli amanti del nero e che, ugualmente, non può essere ignorato da chi ama i bei fumetti in genere.

Da non perdere.


 

Memoryville
testi: Gianmaria Contro
disegni: Max Avogadro
copertina: Aldo Di Gennaro

Sergio Bonelli Editore
Le Storie #62
114 pagine, b/n


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Anders Ge.

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