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Guerra gelida. Russia, America e… Cthulhu.

G

Il Progetto Koschei è la super arma sviluppata dall’Unione Sovietica per essere usata contro la NATO. Basato sulle conoscenze delle arti occulte che i nazisti avevano appreso dalla scoperta di un’entità trovata dormiente nelle profondità del Mar Baltico, Koschei viene custodito a Chernobyl. Il Progetto Pluto ed il potere governativo situato a centinaia di anni luce dalla terra, grazie a portali interdimensionali, sono le contromisure messe in atto dagli Stati Uniti.
In un clima di crescente instabilità e con lo scandalo Irangate (1985-1986) sullo sfondo, la situazione non può che precipitare e l’escalation è inevitabile. Ma questa volta qualcosa è diverso, qualcosa sta per tornare.

La prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver letto Guerra gelida (A Colder War, 2000), breve racconto dello scrittore inglese Charles Stross, edito in formato ebook da Delos Digital, è stata: eccezionale!
Assolutamente eccezionale!
Scritto nel 1997 ma pubblicato nel 2000 sul terzo numero della storica rivista inglese Spectrum SF, vero baluardo della letteratura di genere in Inghilterra ed Europa, in poco più di novanta pagine Stross ci riporta all’epoca della guerra fredda e ne scombina le regole inserendo, all’interno dello scenario tipico della corsa all’armamento più potente, i Miti di Cthulhu creati da H.P. Lovecraft. Ed è proprio all’autore di Providence (1890-1937), maestro indiscusso dell’orrore al quale si devono storie indimenticabili come Il richiamo di Cthulhu (“The Call of Cthulhu”, 1926), Dagon (id. 1917), Il caso di Charles Dexter Ward (“The case of Charles Dexter Ward”, 1927), I gatti di Ulthar (“The Cats of Ulthar”, 1920), Il colore venuto dallo spazio (“The Colour Out of Space”, 1927), L’ombra venuta dal tempo (“The Shadow Out of Time”, 1934) e di cui Stross è estimatore (ed in un certo senso anche debitore), tanto da utilizzarne gli archetipi anche per il suo celebre ciclo della Lavanderia (“The Laundry Files”) – purtroppo in gran parte ancora inedito in Italia – che si deve la mitologia alla base di questo  Guerra gelida. Non a caso, infatti, l’Accordo di Dresda (di cui vi parlo più avanti) viene stipulato come diretta conseguenza di quanto narrato in Alle montagne della follia (“At the Mountains of Madness”, 1931), uno dei più suggestivi e famosi romanzi di Lovecraft.
In questo “What If”, infatti, la spedizione al Polo Sud narrata nel racconto è realmente avvenuta e reali sono le scoperte fatte durante quel viaggio, le quali hanno generato una variabile ben più pericolosa e devastante di qualsiasi bomba l’essere umano abbia mai concepito, o possa concepire in futuro. Sono poteri più antichi del tempo stesso, forze ultra dimensionali, ponti verso – e da – altri mondi che danno accesso a tecnologie ultraterrene, che l’uomo nella sua superbia pensa di poter “addomesticare” e controllare, ma che vanno oltre ogni umana concezione.
Va da sé che, se per caso non sapete chi è il Grande Antico o lo scrittore di Providence, allora è chiaro che il racconto di Stross non fa per voi e potete tranquillamente rivolgervi ad altre letture. Tutti gli altri, invece, qui troveranno “pane per i loro denti”.
Un po’ spy-story, un po’ H.P. Lovecraft ed un po’ Dottor Stranamore, la storia imbastita dall’autore di Leeds è fatta di complotti, condita di horror, ed ambientata in un mondo disseminato di portali verso altri universi, dove le creature del Pantheon dell’autore di Providence sono una realtà di cui le potenze mondiali hanno conoscenza, tanto da firmare in segreto un patto, l’Accordo di Dresda, dopo che nel 1931 una spedizione scientifica in Antartide aveva portato alla luce, in una caverna ai piedi di una catena montuosa sconosciuta, i corpi ibernati di antichissime creature ed i resti di una colossale e misteriosa città situata oltre i monti, abitata in passato probabilmente da quegli stessi esseri e più antica del tempo stesso. L’accordo disponeva di nascondere l’esistenza di queste creature ultraterrene, provenienti dalle profondità siderali e della loro “tecnologia” al pubblico, proibendone altresì l’utilizzo come armi. Accordo che perfino Adolf Hitler rispettò, quando ne venne a conoscenza dopo la sua ascesa al potere.
Suggestiva l’idea dello stop al programma spaziale con uomini a bordo voluto da Nixon, il quale si rende conto del pericolo e dell’orrore che si celano “la fuori”.
Ma come sempre accade, sono in molti a svolgere ricerche ed esperimenti formalmente proibiti e le due super potenze non sono le uniche a “lavorare” con queste forze oscure, così come altri si sono invece impegnati nello sviluppo di difese nucleari sempre più potenti per contrastarle.
Eppure, i leader del mondo sono ben consapevoli di quello con cui stanno “giocando”, tanto che il progetto russo è chiamato Koschei, come un malvagio e crudele essere della mitologia slava, detto anche l’Immortale – ma, del resto, la cosa non si discosta molto da quanto accade nella realtà, ad esempio con le armi chimiche e batteriologiche.
Fino a che, a metà degli anni ottanta ed in palese violazione dell’Accordo di Dresda, i russi dispiegano accanto alle forze militari sul territorio afgano da loro invaso, degli esseri mostruosi, chiamati servitori e derivati dalle conoscenze occulte apprese dopo la fine della guerra, per essere utilizzati come armi e deterrenti.
Guerra gelida è un racconto potente, mette in guardia sui pericoli relativi alla continua ricerca dell’arma più potente di tutte, quella sempre più “intelligente”. In fondo, se ci siamo sempre “salvati” da uno scenario apocalittico dovuto ad un nuovo, devastante, conflitto globale è solo perché le decisioni finali vengono prese da delle persone, che riescono ad avere coscienza di quello che significherebbe realmente premere “il bottone rosso” del proprio arsenale. E qui, il mio pensiero va a Stanislav Yevgrafovich Petrov, che nel 1983 capì che l’allarme missilistico scattato in una base russa era in realtà un errore di sistema e, prendendo difficili decisioni, evitò di far lanciare la controffensiva che avrebbe sicuramente causato un nuovo conflitto mondiale, ed un olocausto nucleare.
Ma se le armi avessero una loro volontà e perseguissero dei loro scopi, che nulla hanno a che vedere con quelli umani e che magari non ci tengono neanche in considerazione? In quel caso, cosa accadrebbe?
Di certo si può dire che fino ad ora siamo stati fortunati. Ma durerà? E per quanto ancora?
Quando qualcuno si spingerà oltre, superando quella soglia dalla quale non si potrà più tornare indietro?

Anche se non permeato dalla solita ironia a cui Stross ci ha abituato, il racconto è comunque brillante, sia per le idee messe in campo che per la scrittura efficace e mette in risalto l’abilità dello scrittore inglese di creare scenari ucronici credibili, seppur densi di elementi fantastici, come in questo caso i Miti di Cthulhu, che si fondono benissimo con la storia raccontata.
Allo stesso modo, anche le creazioni e l’orrore partoriti dalla mente di Lovecraft, mostrano ancora una volta la loro potenza narrativa, che non sente il peso del tempo – d’altronde non potrebbe essere altrimenti, per delle entità eterne e senza tempo – riuscendo ad essere inserite con estrema efficacia nei contesti più diversi tra loro.
La brevità è l’unico vero neo di Guerra gelida. Arrivati alla fine (e che “fine”) sarà di fatto impossibile non rimanere con la voglia di averne di più. È anche vero, però, che questo non fa che esaltare la bravura dell’autore che riesce, in una manciata di pagine, ad ottenere risultati eccellenti ed estremamente coinvolgenti.
Consoliamoci con il fatto che da questo racconto, Charles Stross ha poi sviluppato il bellissimo ciclo della Lavanderia, due volte vincitore del premio Hugo.
Per finire, segnalo che, per chi volesse, l’autore ha reso disponibile il racconto gratuitamente on line, in lingua originale. Potete trovarlo qui.
Tutti gli amanti di Lovecraft, delle ucronie, del fantastico, dell’horror e dei racconti brevi non dovrebbero – anzi non devono – lasciarsi scappare la lettura di Guerra gelida, incredibile racconto scritto da uno dei migliori autori di fantascienza viventi (e colpevolmente abbastanza “snobbato” dall’editoria italiana), Charles Stross.

La guerra fredda con Cthulhu, serve altro?


Charles Stross in compagnia di uno dei suoi gatti

Autore inglese di fantascienza, fantasy ed horror, Charles David George Stross è nato a Leeds il 18 ottobre 1964. Ha lavorato come farmacista, autore tecnico, giornalista freelance, sviluppatore di software.
Laureato in farmacia, lavorò per qualche tempo nel settore ma successivamente decise di tornare all’università per prendere una seconda laurea, convertendo la prima, in informatica. Lavorò nella zona di Londra principalmente nel settore dell’editoria informatica per poi spostarsi ad Edinburgo, in Scozia, dove si occupò principalmente di consulenza nel settore della programmazione web. All’inizio del 2000 accettò un ottimo lavoro per una società informatica che però ebbe vita breve in quanto fu una delle tante “vittime” della bolla delle dot-com. Fortunatamente, in quel periodo Stross stava tenendo una rubrica su Linux per la rivista informatica Computer Shopper, attività che riuscì a trasformare in un lavoro a tempio pieno, divenendo un giornalista specializzato in software libero (da non confondere con il freeware) e Linux. Poco dopo lasciò il lavoro di giornalista per dedicarsi a quello di scrittore “full time”, anche se continua a pubblicare articoli in rete come giornalista freelance.
Tra gli anni settanta ed ottanta pubblicò alcuni articoli relativi ad Advance Dungeons & Dragons per la rivista specializzata in giochi da tavolo e di ruolo White Dwarf e scrisse anche alcune espansioni per il gioco che vennero successivamente pubblicate tra quelle ufficiali.
È del 1987 la pubblicazione del suo primo racconto per la storica rivista inglese di fantascienza Interzone, dal titolo The Boys, a cui seguirono di vari altri racconti scritti per diversi magazine di genere. Del 2003 è invece il suo primo romanzo Singularity Sky (id. in italiano), a cui fece seguito, l’anno seguente, Lalba del disastro (“Iron Sunrise”) – entrambi facenti parte della serie di Eschaton. Nel 2004 viene pubblicato anche Rapporto sulle atrocità (“The Atrocity Archive”) il primo romanzo del ciclo della Lavanderia (“The Laundry Files”), che rappresenta la sua creazione più famosa. La serie segue le vicende di un’agenzia governativa inglese, impegnata ad indagare su misteri ed orrori che ricordano molto i Miti di Cthuluh, creati da H.P. Lovecraft. Il libro raccoglie il racconto omonimo, originariamente serializzato su Spectrum SF (a partire dal numero sette) ed il romanzo breve Giungla di cemento (“The Concrete Jungle”) vincitore nel 2005 del Premio Hugo per il miglior romanzo breve.
Seguirono altri scritti, tra cui Accelerando (id.) del 2005, romanzo che lo ha reso celebre nel mondo, il racconto Palinsesto (“Palimpsest”, 2009) ed il ciclo dei Principi Mercanti (“Merchant Princes”, sei libri inediti in Italia) e The Rapture of the Nerds (inedito) del 2012.
Con un buon numero di racconti e romanzi all’attivo, è vincitore di tre premi Hugo per il miglior racconto (2005, 2010 e 2015) ed altrettanti Locus Award, accompagnati da una serie di altri premi minori ed un gran numero di candidature ai premi più prestigiosi, nonché a svariati altri riconoscimenti internazionali.
Nel 2004, dal suo racconto Rogue Farm è stato tratto un cortometraggio d’animazione in computer graphic, che potete vedere qui.
Attualmente vive con sua moglie Feorag e due gatti ad Edimburgo.


Guerra gelida
(A Colder War, 2000)

di: Charles Stross
traduzione: Marco Crosa
copertina: Franco Brambilla
Delos Digital / Robotica
46 pagine
ebook

1,99 € (salvo offerte) sui principali store digitali


 

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Anders Ge.

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