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La scala urlante. Bambini, fantasmi, paura e pericoli.

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Da più di cinquant’anni, l’Inghilterra è tormentata da quello che viene chiamato “Il Problema”, un’invasione di spiriti e fantasmi di ogni tipo e foggia, che sta rendendo quasi impossibile la vita agli abitanti della Terra di Albione. Il tocco di un fantasma, infatti, provoca la morte. A poter vedere e quindi contrastare gli spettri sono solo i giovanissimi, ragazzini dotati ognuno di propri Talenti particolari, che lavorano per conto di vere e proprie agenzie di rilevamento ed eliminazione fantasmi, coordinate e supervisionate da adulti. Insieme a grandi e rinomate agenzie, come la Rotwell o la Fittes, esistenti ormai da molti anni, altre più piccole e nuove cercano di trovare un loro spazio. La Lockwood & Co. è una di queste. Senza la supervisione di adulti, questa piccola agenzia composta da soli tre membri, Lucy Carlyle, George Cubbins e il fondatore Anthony Lockwood, cerca di farsi un nome e di spiccare tra le altre. Dopo che un incarico particolarmente difficile si conclude malamente, per salvarsi dal fallimento i tre sono costretti ad accettare un lavoro particolarmente impegnativo e pericoloso, che li obbligherà a passare la notte dentro a Combe Carey Hall, una delle case più infestate d’Inghilterra. E non sarà un’impresa semplice.

Con La scala urlante, prima avventura della serie Lockwood &Co., lo scrittore britannico Jonathan Stroud, già conosciuto per la famosa “Trilogia di Bartimeus” – a cui ha fatto seguito anche un prologo (editi in Italia sempre da Salani),ci trasporta in un universo alternativo al nostro, dove i fantasmi hanno invaso il mondo terreno e sono divenuti un vero problema per la società, che si ritrova infestata da queste presenze non proprio amichevoli. I fantasmi e gli spiriti di questa Londra alternativa non sono, infatti, anime perdute da guidare verso il loro traguardo finale, o simpatici burloni che fanno compagnia con divertenti scherzi a malcapitati viventi. Si tratta invece di esseri tornati per vendicarsi dei viventi o più semplicemente per tormentarli ed ucciderli, manifestandosi nei modi più spaventosi e terrificanti possibili.
Raccontato in prima persona da Lucy, il libro inizia in media res trasportando subito nel vivo dell’azione e, quando verso la sua metà la storia principale comincerà a svilupparsi portando ad un vero e proprio climax, saremo già catturati dai personaggi e da quanto avremo appreso delle loro vite che, nonostante la giovane età, ci sembreranno ben più maturi di quanto essi siano in realtà, ma al tempo stesso credibili. Li conosceremo solo un po’, ma comunque abbastanza da renderli “vivi” ed interessanti, tanto da lasciare il lettore desideroso di approfondirne la conoscenza nei prossimi libri.
Strutturate benissimo, la trama e l’azione hanno uno svolgimento brillante e le circostanze in cui si verranno a trovare i protagonisti spesso ci faranno fare più di un sorriso, nonostante si tratti sempre di situazioni mortalmente pericolose.
Nel libro gli adulti sono marginali e, in genere, non particolarmente simpatici. Questo anche per il fatto che, crescendo, le capacità psichiche che i ragazzi hanno per “vedere” e combattere gli spiriti – i Talenti – si affievoliscono, perdendole del tutto, salvo rarissime eccezioni, in età adulta.
I protagonisti sono così ben delineati e costruiti che non ci saranno problemi nell’apprezzarli neanche da parte di lettori che (come chi scrive) sono più maturi ed avanzati con gli anni.
L’azione, i personaggi, la suspense, tutto è così ben congeniato e ben dosato che saremo trasportati alla fine del libro senza mai un’incertezza, travolti dalla storia come foglie trasportate dal vento.
Tanto sono accattivanti i personaggi, quanto intrigante è il mondo descritto dall’autore, a partire dalle armi che i bambini utilizzano per combattere contro gli spettri, affrontando pericoli mortali ed orrori di ogni tipo. Non vedremo infatti sterili ed ipertecnologici marchingegni, ma eleganti spade d’argento, micidiali bombe di sale ed altri oggetti del genere, che rendono tutto estremamente affascinante.
In un libro di fantasmi, ovviamente, gli ectoplasmi ricoprono un ruolo importante e, anche in questo caso, Stroud dimostra una capacità creativa ed evocativa non indifferente, nella creazione e descrizione delle varie tipologie di spettri. Suddivisibili essenzialmente in tre categorie di potenza, intelligenza e cattiveria crescente, possiamo trovarli tutti elencati nell’apposito Glossario, posto a fine libro.
In definitiva, questo primo libro della serie Lockwood & Co. è una lettura estremamente avvincente e consiglia a tutti gli amanti del genere fantasy e horror. Siano essi più o “meno” giovani.

Jonathan Stroud è un autore che certamente non ha più nulla da dimostrare e questo La scala urlante, primo libro della serie Lockwood & Co. (cinque in totale), lo dimostra ulteriormente. Intrappola ed affascina il lettore con il suo inconfondibile stile. Costantemente in bilico tra l’azione ed il divertimento, questo romanzo pieno di fantasmi e brividi dietro la schiena, mette in scena una storia molto ben congeniata, ambientata in una Londra alternativa (più o meno) dei giorni nostri estremamente credibile, con la quale riesce a tenere alta l’attenzione e trarre sapientemente in inganno il lettore, con colpi di scena ben congeniati.
Stroud è indubbiamente uno degli autori più importanti ed amati, anche in Italia, nel genere ed è incomprensibile come Salani abbia potuto interrompere la pubblicazione della serie dopo il secondo capitolo (Il teschio parlante). Forse, complice della decisione è stata la notizia dell’acquisizione, a fine 2012, dei diritti della serie da parte di Illumination Entertainment e Universal Picturesper la realizzazione di un film, progetto che non si è poi concretizzato.
Nel 2017 Big Talk Production ha annunciato di essere al lavoro su di una serie televisiva tratta dai romanzi, la speranza è quindi che la pubblicazione venga ripresa sfruttandone la scia.
Staremo a vedere.

Avventuroso e divertente.


Jonathan Stroud è nato a Bedford, in Inghilterra, il 27 ottobre 1970.
Laureatosi in letteratura inglese all’Università di York, ha cominciato a lavorare come editor per una casa editrice di Londra occupandosi principalmente di letteratura per bambini. Durante questo periodo ha pubblicato alcuni libri games e dei romanzi fantasy per bambini.
Il successo di pubblico e di critica arriva nel 2003, con la pubblicazione de L’Amuleto di Sammarcanda (“The Amulet of Samarkand”, Doubleday, 2003), primo libro della Trilogia di Bartimeus, a cui fecero seguito L’Occhio del Golem (“The Golem’s Eye”, 2004), La porta di Tolomeo (“Ptolomy’s Gate”, 2005) e, nel 2010, il prequel della trilogia L’Anello di Salomone (“The Ring of Salomon”, 2010).
Tra le sue pubblicazioni c’è spazio anche per due libri di non-fiction sull’antica Roma: “Ancient Rome: A Guide to the Glory of Imperial Rome” (2000) e “Life and Times in Ancient Rome” (2008).
Nel 2013 comincia la pubblicazione della serie di Lockwood & Co., composta di cinque volumi, l’ultimo dei quali ha visto la luce nel 2017: “The Screaming Staircase“, 2013; “The Whispering Skull“, 2014; “The Hollow Boy“, 2015; “The Creeping Shadow“, 2016; “The Empty Grave“, 2017.
Anch’essa di grande successo di pubblico e critica, viene pubblicata in ventidue paesi nel mondo, divenendo ovunque un best sellers.
Attualmente vive con i suoi tre figli, Arthur, Isabelle, Louis e la moglie Gina – illustratrice per bambini – nello Hertfordshire, a St Albans.


 

Lockwood & Co.
La scala urlante
(The Screaming Staircase, 2013)

autore: Jonathan Stroud
traduzione: Riccardo Cravero
editore: Salani
pagine: 394
brossura – ebook
anno: 2014

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Anders Ge.

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