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Jimmy’s Bastards. Il mio nome è Regent, Jimmy Regent.

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Diciamolo, James “Jimmy” Regent è un bastardo ed un puttaniere della peggior specie. Violento, spregiudicato e seduttore impenitente. Uno di quelli che non rispetta – e non ha rispetto – per niente e per nessuno, specialmente per le donne.
Per Jimmy Regent esiste solo Jimmy Regent.
È il “perfetto” personaggio da detestare, fin dal primo momento. In fondo, Jimmy Regent, è “solo” il protagonista.
Ma oltre a questo, Jimmy Regent è anche il principale agente del Secret Intelligence Service del Regno Unito – conosciuto come MI6 – e, in quanto tale non ha un momento di pace.
Così, dopo avere eliminato Bobo la scimmia/pagliaccio, il suo vecchio nemico Theophilus Trigger ed un gruppo di terroristi, il nostro non ha tempo di godersi un meritato riposo: una setta, la Soluzione Gender, composta da uomini e donne altamente addestrati e pericolosi, sta mettendo a ferro e fuoco la capitale britannica, con lo scopo di attirare il super agente segreto in una trappola ed eliminarlo.
E Jimmy Regent, affiancato da Nancy McEwan, che pare essere l’unica donna in grado di resistere al suo fascino, dovrà sistemare le cose.

Le donne di James “Jimmy” Regent

Saldapress porta in Italia Jimmy’s Bastars, una delle ultime serie targate AfterShock, scritta da Garth Ennis ed illustrata da Russ Braun e di cui presenta in volume i primi cinque numeri, originariamente usciti tra agosto e novembre dello scorso 2017.

Che Jimmy Regent sia ispirato a James Bond – cosa che tra l’altro ha confermato anche l’autore stesso – è evidente. Ma ovviamente il tutto è stato rivisto secondo il pensiero dello sceneggiatore irlandese, che come suo solito, ha ricreato uno scenario verosimilmente plausibile, ma che al tempo stesso è una parodia di sé, che si riflette sul mondo reale e dove non c’è traccia di una qualsiasi forma di politically correct.
Siamo sul filo del trash – e anche oltre – cosa che potrebbe spiazzare, specialmente se non si è abituati allo stile dell’autore. Ma questo humor decisamente nero, condito da una cartoonesca violenza spesso esasperata, permette all’autore di sfoggiare la sua graffiante irriverenza e l’acume a cui ci ha abituato ormai da tempo, senza però scadere nel trash più gratuito ed insignificante.
I personaggi completamente sopra le righe e stereotipati, le situazioni pazzesche che strabordano di violenza e sesso – uno dei marchi di fabbrica di Ennis – ancora una volta si amano o si odiano. Difficile trovarsi in una via di mezzo, nel “limbo” del “non male”. Non c’è spazio per le vie di mezzo nelle sue creazioni e Jimmy’s Bastards non fa eccezione a questa regola.
Le scene d’azione punteggiate da “secchiate” di emoglobina, gli scambi di battute divertenti e sarcastiche, spesso volgari, fanno da contorno perfetto ad una trama delirante e semplice, comunque concreta e non priva di spunti sulla moderna società e sulle sue molteplici contraddizioni. I dialoghi al vetriolo forniscono argomenti di riflessione, a partire da una critica sociale e politica neanche troppo velata, rendendo la lettura interessante, oltre che uno sverzante divertissement d’azione.
Tuttavia, l’obiettivo primario del titolo resta quello di divertire.

E poi c’è Nancy McEwan, la nuova partner (lavorativa) di Jimmy, presenza femminile che pare essere l’unica a non subire il fascino, che Ennis utilizza per dare un’altra “bastonata” e criticare lo stereotipo dell’eroe macho e sciupafemmine, che si trova in moltissime opere popolari, specialmente di genere.

Jimmy Regent, la spia che può abbattere due elicotteri da guerra… con una pallina da golf!

La storia è divertente e non impegnativa. Si legge agilmente e non mancano le trovate interessanti ed i momenti più “d’autore”. La satira, che qui sta dalle parti del (quasi) oltraggio, è praticamente ovunque e ancora una volta denota che Garth Ennis non è certo il tipo che le manda a dire.
Certo, tutto questa sovraesposizione tende a schiacciare quello che è l’intrigo spionistico alla base della storia, spostando forse un po’ troppo l’attenzione sul personaggio e la sua personalità “extra large”.
C’è comunque spazio anche per dei colpi di scena ed un cliffhanger finale che getta un interessante ponte sui prossimi numeri della serie.

I disegni di Russ Braun, già visto su “Fables” e con Ennis su “The Boys”, sono completamente ”sintonizzati” con la follia ideata dallo scrittore nordirlandese – ma naturalizzato americano. Le sue tavole riescono a ricreare perfettamente l’ambiente frenetico e delirante della storia, con un’offerta visiva d’inquadrature e primi piani molto varia ed estremamente dinamica, dotata di una densità grafica esuberante. Non da meno è la caratterizzazione dei personaggi, che riesce a metterne in risalto le caratteristiche mantenendo un grado caricaturale mai esagerato o fastidioso e che, al tempo stesso, rende perfettamente l’idea che abbiamo di ognuno di loro.
A dare solidità a tutto ci pensano poi i colori dell’ottimo John Kalisz, veterano del settore che ha più volte ricevuto la nomination per il Favorite Colorist Award (2001-2004) dalla storica rivista del settore Comics Buyer’s Guide (1699 numeri tra il 1971 ed il 2013).

Una nota di merito va anche al lavoro di traduzione e adattamento, che è riuscito nel non semplice compito di rendere i folli dialoghi pensati da Ennisnella nostra lingua, senza perdere di efficacia o banalizzarli.

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Con un umorismo acido e pungente, usato nei dialoghi del protagonista come nelle situazioni di caotica azione, Garth Ennis da un “calcio” a tutto ciò che fa parte della nostra consuetudine. Le rivendicazioni sociali, la politica, il terrorismo e così via, tutto è filtrato attraverso la “graticola” dell’autore irlandese che non risparmia niente e nessuno, facendo saltare praticamente ogni codice del comune buon gusto.
Tutto è esasperato all’inverosimile e accompagnato da una violenza così rimarcata da divenire persino “divertente”, come del resto è d’uso per lo scrittore.
L’estrema brutalità di alcune scene potrà certamente scandalizzare, se non addirittura offendere, i più morigerati tradizionalisti (anche se dubito che tra questi possa esserci qualche fan dell’autore). Gli altri, invece, troveranno una serie che potrà regalare molte divertenti soddisfazioni e riflessioni non scontate.
Risulta abbastanza evidente che Ennis si è divertito a scrivere Jimmy’s Bastards. E noi ci divertiremo a leggerlo. Ed anche parecchio.

Scorrettamente divertente.

Jimmy’s Bastards #01

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Jimmy’s Bastards #02

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Jimmy’s Bastards #03

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Jimmy’s Bastards #04

Jimmy's Bastards #04 - Andy Clarke & Jose Villarrubia cover...

Jimmy’s Bastards #05

Jimmy's Bastards #05 - Andy Clarke & Jose Villarrubia cover...

 


 

 

Jimmy’s Bastards
Vol.1 – Una cascata di bastardi
(Jimmy’s Bastard TPB Vol.1)

storia: Garth Ennis
disegni: Russ Braun
colori: John Kalisz

Saldapress
pag. 136
colore
cartonato
2018

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Anders Ge.

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By Anders Ge.
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