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Va’ e uccidi. La paranoia della porta accanto

V

1952, guerra di Corea, il sergente Raymond Shaw (Laurence Harvey) è l’eroe che ha salvato la sua squadra assediata dal fuoco nemico. Al ritorno negli Stati Uniti, i militari della squadra sono afflitti da un incubo ricorrente, che diviene ben presto dipiù, quando cominciano ad affiorare sprazzi di ricordi orribili, che prendono il posto del gesto eroico che in patria è valso una medaglia a valore all’eroico sergente. In effetti la verità su quanto accaduto è ben diversa: catturati dai comunisti e tenuti segregati per tre giorni in Manciuria, furono sottoposti a terribili esperimenti di condizionamento della mente umana, che portarono anche all’omicidio da parte di Shaw di due suoi commilitoni e, successivamente, a dimenticare l’accaduto. Salvo poi essere ipnotizzato nuovamente tramite un preciso comando, così da poter essere utilizzato come assassino a comando per scopi politici. Il maggiore Bennett Marco (Frank Sinatra), afflitto come gli altri dai terribili incubi/ricordi, vuole capire cosa gli sta succedendo e quale sia la verità dietro le terribili visioni che ogni notte lo perseguitano e comincia ad indagare, mettendo insieme i pezzi di un puzzle tanto terribile quanto incredibile, che pare coinvolgere direttamente il suo ex commilitone Shaw, sua madre Eleanor Iselin (Angela Lansbury) e altri nell’establishment americano.

Adattamento del romanzo di Richard Condon The Manchurian Candidate” (McGraw-Hill, 1959), Va’ e uccidi (The Manchurian Candidate, 1962) ha una storia piuttosto particolare, che è necessario collocare nel contesto storico in cui è stato realizzato, vale a dire il 1962, in piena guerra fredda, un periodo che ha “nutrito” le paranoie – giustificate o meno – più disparate e incontrollate.
E la storia che Condonimmagina nel suo libro è estremamente pervasa di questa paranoia, amplificata negli Stati Uniti dalla forte “rivalità” politica e culturale tra America e Russia, particolarmente esasperata proprio in quel periodo dalla Crisi dei missili di Cuba. E non solo la minaccia rossa è così vicina da poter colpire in ogni momento, ma in questo caso particolare ha addirittura le fattezze di un soldato, un reduce della guerra di Corea, pronto a colpire, a comando, quando meno lo si aspetta.

Primo film di quella che viene considerata la trilogia della paranoia, di cui fanno parte anche “Sette giorni a maggio” (“Seven Days in May”, 1964) e “Operazione diabolica” (“Seconds”, 1966), Va’ e uccidi di John Frankenheimer descrive con efficace perspicacia l’atmosfera che regnava negli anni ’50 e ’60 e subito si capisce che il dramma e l’intreccio del film sono “figli” di quel particolare momento storico, con tutto quello che ne consegue, nel bene e nel male. Come ad esempio la rappresentazione estremamente dualista del bene e del male, con i russi maligni e spietati e gli americani buoni e fondamentalmente vittime delle macchinazioni ordite dalla minaccia rossa. Una minaccia, per giunta, estremamente perfida, che non agisce direttamente, ma lo fa attraverso la “possessione” della mente delle proprie vittime, grazie ad un lavaggio del cervello che pare improbabile e anche un po’ “risibile”, ma che tuttavia Frankenheimer riesce ad utilizzare efficacemente, per creare una sensazione di incertezza e dubbio che cresce esponenzialmente, aumentando il clima di paranoia presente in tutto il film, pur mantenendo sempre uno sguardo “lucido” su questo dualismo, mettendo sullo stesso piano tutti i giocatori di questa partita, siano essi spie sovietiche o anticomunisti statunitensi.
Evidente è la forte critica alla politica, decadente messinscena e la televisione, sua complice nel “gioco” di incantare e sedurre un pubblico sempre più assuefatto. Una visione disincantata che si riflette anche sui personaggi, che – nessuno escluso – sembrano tutti avere qualcosa di strano e di negativo.
Con l’utilizzo di un obiettivo grandangolare, Frankenheimer distorce le prospettive ed alterna con estrema efficacia, quasi documentaristica, la realtà e gli incubi del protagonista, portandoci all’interno della sua mente sconvolta dai ripetuti incubi relativi al lavaggio del cervello a cui è stato sottoposto, con un montaggio cinematografico straordinario ed una eccellente perizia scenica, riuscendo a far mettere in dubbio quello che può essere la realtà o il frutto delle paranoie e degli incubi di Bennett Marco e attirando ed imprigionando lo spettatore in un incubo crescente.
Frankenheimerfa così mettere in discussione e in dubbio allo spettatore le informazioni ricevute durante lo svolgimento della storia, confondendo ed intorbidendo continuamente le acque attraverso i sogni/incubi degli ex soldati coinvolti.
Chi è, quindi, Shaw? Un eroe di guerra, apprezzato ed ammirato da tutti, o un bastardo e assassino? E Marco, con i suoi problemi a trovare il suo posto nella società che, dopo essere uscito dall’esercito, non riesce a trovare un posto dove stare?
E, ancora, chi è in realtà la bella e misteriosa Eugenie Rose Cheyney (Janet Leigh), di cui Marco s’innamora e della quale non siamo in grado di decifrare le reali intenzioni, creando un senso di “ansia” in più su tutta la faccenda?

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Janet Leigh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Janet Leigh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey e Leslie Parrish...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury e James Gregory...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Un momento del ricondizionamento...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey e Leslie Parrish...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Janet Leigh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Janet Leigh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

John MacGiver e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Tom Lowell...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

John MacGiver...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

James Gregory...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

James Gregory e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury e James Gregory...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra e Janet Leigh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Henry Silva...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Angela Lansbury e Laurence Harvey...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra, Tom Lowell, Laurence Harvey e Khigh Dhiegh...

Va’ e uccidi (The Manchurian candidate)

Frank Sinatra, Laurence Harvey e Tom Lowell...

 

Il talento di Frankenheimer nella messa in scena generale è straordinario. il montaggio sbalorditivo (la scena dell’incubo, nella sua delirante drammaticità e quella del ballo in maschera, giusto per citarne un paio, sono decisamente eccezionali), i movimenti di camera e le inquadrature studiate alla perfezione, l’utilizzo di varie lunghezze focali per accentuare la sensazione di straniamento tra sogno/incubo e realtà, tutto completa un quadro sorprendente che rende la visione credibile, anche nei momenti più al limite, senza far “cadere” il film negli stilemi del genere e nel banale.
Il cast è solido, con una buona Janet Leigh (Eugenie Rose Cheyney), un Frank Sinatra (Bennett Marco) che non brilla particolarmente ma che fa la sua parte con mestiere e Laurence Harvey (Raymond Shaw) che restituisce una buona prestazione. Ma la parte del leone, anzi della leonessa, la fa un’incredibile Angela Lansbury (Eleanor Iselin) pre Signora in Giallo, con la sua magistrale interpretazione della cattiva e senza scrupoli madre dell’eroe di guerra e candidato al senato Raymond Shaw, nonostante tra lei e Harvey, l’attore che interpreta il figlio, ci fossero soli tre anni di differenza. Sinatra in un primo momento si oppose alla scelta dell’attrice proprio per questo motivo, ma dovette poi ricredersi per via della sua straordinaria bravura. Interpretazione che le valse la nomination come Miglior attrice non protagonista agli Oscar del 1963 e, nello stesso anno, la vittoria del Golden Globe, sempre come Miglior attrice non protagonista. Riconoscimento peraltro già attribuitole l’anno precedente dal National Board of Review Award. Interpretazione così convincente che l’American Film Institute (AFI) ha inserito il personaggio interpretato dalla Lansbury, Eleanor Iselin, al 21° posto della classifica dei 100 migliori cattivi ed eroi del cinema americano di tutti i tempi (AFI’s 100 Years… 100 Heroes and Villains), classifica divisa in 50 per parte.
Va’ e uccidi ricevette anche la Nomination all’Oscar per il Miglior montaggio (Ferris Webster), quella per la Miglior regia (John Frankenheimer) ai Golden Globe e per il Miglior film ai premi BAFTA.
Il film è stato inserito dall’AFI al 67° posto nella classifica dei 100 migliori film americani di sempre (AFI’s 100 Years…100 Movies) e al 17° di quella dei film più coinvolgenti (AFI’s 100 Years…100 Thrills).
Nel 1994, il film è stato scelto per essere preservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Accusato, al momento dell’uscita, sia dalla destra, che gli rimproverava di voler mostrare un’America deviata prettamente di stampo filofascista, che dalla sinistra, che lo accusava del tipico anticomunismo da Guerra Fredda, con Va’ e uccidi Frankenheimer mette in scena un film considerevole e schizofrenico, dove sospetto e dubbio sono presenti ovunque ed in ogni momento, alimentando il senso collettivo di paranoia che caratterizzava quegli anni e dove c’è spazio sia per l’una che per l’altra parte, senza distinguo e scusanti. Ma il regista di New York non si limita “solo” a questo, denunciando apertamente il comportamento deviato da parte di persone e politici che vogliono sfruttare quel particolare momento e quel clima di paura per ottenere il potere, il difficile stato dei reduci di guerra che cercano di reinserirsi in una società che li ammira e li allontana al tempo stesso, nonché le pericolose conseguenze a cui portano i fanatismi di ogni genere e derivazione, politica o sociale.

The Manchurian Candidate

Poster americano...

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Poster americano (riedizione)...

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Poster belga...

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Poster argentino, messicano e colombiano...

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Poster danese...

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Poster francese...

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Poster francese...

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Poster giapponese...

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Poster inglese...

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Poster inglese (riedizione)...

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Poster italiano...

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Poster italiano...

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Poster italiano...

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Poster italiano...

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Poster spagnolo...

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Poster svedese...

The Manchurian Candidate

Poster tedesco...

The Manchurian Candidate

Poster tedesco...

 

In piena Guerra Fredda, Frankenheimer ha il coraggio di girare un film che attacca, senza mezze misure, l’Unione Sovietica e, contemporaneamente, anche gli Stati Uniti ed i loro atteggiamenti di sospetto e censura, che avevano sprofondato il paese nel maccartismo.
Una critica che resta sempre salda e decisa, ma soprattutto coraggiosa, che costò, secondo voci da più parti sia smentite che confermate, una distribuzione difficoltosa e ostacolata, ed una censura fino alla fine degli anni ottanta, quando venne ridistribuito con grande successo e successivamente inserito nella lista dei 100 migliori film di sempre, divenendo un cult movie. Un film che non risente del tempo passato, nonostante qualche ingenuità dovute agli anni in cui Richard Condon ha scritto il romanzo (1959) e Frankenheimer girato il film (1962). Un film che si dimostra, ancora oggi, attuale come quando uscì cinquantasei anni fa (e probabilmente lo sarà ancora per molti anni a venire), tanto che nel 2004 Jonathan Demme ne diresse una nuova versione (The Manchurian Candidate, 2004) con Denzel Washington, Liev Schreiber e Meryl Streep, nei ruoli che furono rispettivamente di Sinatra, Harvey e Lansbury, attualizzadolo con la Guerra del Golfo. Sebbene ben diretto ed interpretato, il film di Demme però non riesce ad essere pienamente convincente e non raggiunge le vette del precedente adattamento, che gli è decisamente superiore sotto ogni punto di vista.

Un imperdibile capolavoro di paranoia.


 

Va’ e uccidi
(The Manchurian Candidate)

regia: John Frankenheimer
sceneggiatura: George Axelrod
basato sul libro di Richard Condon

Cast: Frank Sinatra, Laurence Harvey,
Angela Lansbury, Janet Leigh,
Henry Silva, James Gregory

thriller
Stati Uniti
1962
126 min
B/N


 

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Anders Ge.

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By Anders Ge.
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