un luogo dove si parla di un po' di cose…

Il Richiamo di Cthulhu (illustrato). Il Grande Antico non è mai stato così vicino.

I

Quello che veramente interessa di questa edizione di The Call of Cthulhu, che l’editore francese Bragelonne ha portato in libreria a fine 2017 (qui nella traduzione di Maxime Le Dain), è la sontuosa veste grafica ad opera di François Baranger, le cui splendide illustrazioni riescono a dare una dimensione “nuova” al fondamentale testo dell’autore di Providence. Le generose dimensioni di questa edizione – 27 x 35 x 1,5 cm – riprendono il testo completo del racconto, inserito direttamente sulle illustrazioni a pagina intera o anche doppia, cosa che permette letteralmente di “smarrirsi” all’interno del racconto e delle tavole che Baranger ha illustrato con assoluta maestria. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le splendide illustrazioni dell’artista francese non adombrano minimamente la forza della storia che, anzi, ne viene per così dire “ingrandita” e acquisisce quasi tridimensionalità, facendo risaltare al massimo la potenza ed il fascino delle descrizioni di Lovecraft, dando ancora più profondità all’opera nel suo complesso. Le pagine si presentano molto armoniose ed il testo, sempre esattamente dove dovrebbe essere, che sia sul chiaro o sullo scuro, lascia il giusto spazio alle tavole di Baranger. Le illustrazioni, a pagina intera o anche doppia, sono sontuose e le dimensioni del volume non fanno che aumentarne la spettacolarità. Stupefacenti! Tutto ha un impatto visivo strepitoso, che raggiunge il suo apice quando si arriva alla visione di colui che nella sua dimora della città sommersa di R’lyeh, morto, attende sognando. Cthulhu, il colossale, l’indescrivibile, l’atrocemente terribile Grande Antico, che annichilisce ogni cosa con la sua entrata in scena – come del resto è giusto che sia. È il culmine della storia. È l’apoteosi visiva e letteraria del capolavoro di Lovecraft. Non da meno sono le iperboliche architetture della ciclopica e poderosa città di R’lyeh, in grado di “far girare la testa” con la follia dei suoi angoli visivi. Il mare è in tempesta e gelido. I colori freddi e sporchi, a sottolineare la follia e l’orrore, in contrapposizione alle calde tonalità, riservate ai momenti di “vita normale” Le illustrazioni di François Baranger di Cthulhu e R’lyeh, bellissime e dettagliatissime, ne mettono in risalto la spaventosa grandezza, così come la follia e l’orrore che ne scaturiscono. Ma tutta la dedizione e la maestria dell’artista francese non si “limita” ai due climax del racconto ed è espressa, in egual misura, anche nel resto dell’opera.

L’Appel de Cthlhu Illustré

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Il volume è il primo di una (speriamo longeva) serie e Baranger sta già lavorando al secondo “At the Mountains of Madness”, altro capolavoro dell’Horror Lovecraftiano (e non solo). Vedendo i risultati ed il livello di questa prima uscita, si può solo abbassare la testa con riverenza e aspettare con impazienza i prossimi volumi. Personalmente, oltre all’autore di Providence, mi piacerebbe vedere opere di altri autori che potrebbero altresì beneficiare di questo splendido “trattamento”. Mi vengono in mente scrittori classici come Algernon Blackwood ed Edgar Allan Poe, Robert William Chambers e Ambrose Bierce, ma anche altri più moderni come Angela Carter e Thomas Ligotti, Julio Cortázar e Dino Buzzati (“Il Babau”), solo per citarne alcuni. Speranze e desideri.

Illustrazione dal prossimo “At the Mountains of Madness”

Questa edizione di Call of Cthulhu appartiene a quella categoria di libri che è un vero piacere leggere e sfogliare più e più volte – ma anche mettere in bella mostra nella libreria. È una meraviglia, un must have assoluto per tutti gli amanti ed i cultori (o cultisti) dell’universo di H.P. Lovecraft e dei suoi miti. E per chi non lo fosse, non conoscesse particolarmente la sua epica, o più semplicemente non fosse avvezzo al genere, rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire questo tipo di letteratura gotica classica, nonché uno scrittore di incredibile forza e capacità che, non a caso, perdura nel tempo e continuerà a sopravvivere per molto ancora (eoni!?), come il Grande Antico.

Fhtagn!


 

Illustratore, concept artist e scrittore, François Baranger nasce a Ermont, Val-d’Oise (Francia) il 28 settembre 1978. Dopo gli studi artistici, lavora come illustratore nei videogiochi e, nel 1998, comincia a realizzare cortometraggi d’animazione. Con uno di questi, “Antebios”, ottiene la vittoria all’Imagina Festival del 1999. Nel 2004 decide di riprendere in mano il suo progetto relativo alla creazione di una serie a fumetti ispirata all’universo creato dallo scrittore americano H.P. Lovecraft. Prende così forma “Freaks Agency”, due volumi (“Celui du sang” Tome 1 e 2) pubblicati tra il 2005 ed il 2006 per le edizioni Albin Michel. Contemporaneamente comincia a realizzare diverse copertine di romanzi di genere e per ragazzi. Nel 2007 torna a lavorare per i videogiochi come concept artist per l’acclamato campione d’incassi “Heavy Rain” di Quantic Dream, pubblicato per PlayStation 3 (2010) e 4 (2016) di Sony. Con la software house francese collaborerà anche per la realizzazione di “Beyond Two Souls”. L’attività di concept designer comincia a divenire predominante e porta Baranger a collaborare con molti autori e studi di prestigio, sia per videogiochi (tra cui Tom Clancy’s The Division e Dishonored 2) che per il cinema (tra cui Arthur e il popolo dei Minimei, Harry Potter e i doni della morte, G.I. Joe – la nascita dei Cobra, La furia dei Titani, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – il mare dei mostri). Particolarmente apprezzabile il suo lavoro nel film “La bella e la bestia” (2014), di Christophe Gans, con Léa Seydoux e Vincent Cassel. Oltre agli impegni come graphic artist, François Baranger si dedica anche alla scrittura, pubblicando nel 2013 e nel 2014 un lungo romanzo di fantascienza in due volumi dal titolo Dominium Mundi, la cui scrittura lo ha impegnato per circa dieci anni. Nel 2017 da alle stampe “L’Effet Domino“, il suo primo thriller.


 

L’Appel de Cthulhu Illustré

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Bragelonne – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2017

Per l’edizione italiana

Il richiamo di Cthulhu – Illustrato da FrançoisBaranger

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Raven Distribution – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2018


 

Nonostante abbia letto questo racconto più e più volte, questo non mi impedisce di farlo ancora. E il risultato resta sempre lo stesso: fantastico. Call of Cthulhu (scusatemi, ma proprio non riesco a chiamarlo con il titolo tradotto) è uno di quei rari – per me – libri che ho letto e riletto più volte (altri due sono “Alle montagne della follia” e “Il colore venuto dallo spazio”, guarda caso sempre dello scrittore di Providence), senza averne mai noia e trovando sempre stimolante ogni rilettura. È un capolavoro, c’è poco da dire in merito. Non penso che sia il caso di dilungarsi a parlare di questo racconto che H.P. Lovercraft ha scritto nel 1926 e pubblicato due anni dopo su Weird Tales, non solo per la giusta fama che lo precede – e lo segue – sempre, ma anche e soprattutto perché se ce ne fosse bisogno sarebbe inutile andare avanti nella lettura che segue. Insomma, stiamo parlando di uno dei più famosi racconti di genere horror di tutti i tempi, forse anche il più famoso. C’è veramente bisogno di dire altro?

 

«Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn» «Nella sua dimora a R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando»

Quello che veramente interessa di questa edizione di The Call of Cthulhu, che l’editore francese Bragelonne ha portato in libreria a fine 2017 (qui nella traduzione di Maxime Le Dain), è la sontuosa veste grafica ad opera di François Baranger, le cui splendide illustrazioni riescono a dare una dimensione “nuova” al fondamentale testo dell’autore di Providence. Le generose dimensioni di questa edizione – 27 x 35 x 1,5 cm – riprendono il testo completo del racconto, inserito direttamente sulle illustrazioni a pagina intera o anche doppia, cosa che permette letteralmente di “smarrirsi” all’interno del racconto e delle tavole che Baranger ha illustrato con assoluta maestria. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le splendide illustrazioni dell’artista francese non adombrano minimamente la forza della storia che, anzi, ne viene per così dire “ingrandita” e acquisisce quasi tridimensionalità, facendo risaltare al massimo la potenza ed il fascino delle descrizioni di Lovecraft, dando ancora più profondità all’opera nel suo complesso. Le pagine si presentano molto armoniose ed il testo, sempre esattamente dove dovrebbe essere, che sia sul chiaro o sullo scuro, lascia il giusto spazio alle tavole di Baranger. Le illustrazioni, a pagina intera o anche doppia, sono sontuose e le dimensioni del volume non fanno che aumentarne la spettacolarità. Stupefacenti! Tutto ha un impatto visivo strepitoso, che raggiunge il suo apice quando si arriva alla visione di colui che nella sua dimora della città sommersa di R’lyeh, morto, attende sognando. Cthulhu, il colossale, l’indescrivibile, l’atrocemente terribile Grande Antico, che annichilisce ogni cosa con la sua entrata in scena – come del resto è giusto che sia. È il culmine della storia. È l’apoteosi visiva e letteraria del capolavoro di Lovecraft. Non da meno sono le iperboliche architetture della ciclopica e poderosa città di R’lyeh, in grado di “far girare la testa” con la follia dei suoi angoli visivi. Il mare è in tempesta e gelido. I colori freddi e sporchi, a sottolineare la follia e l’orrore, in contrapposizione alle calde tonalità, riservate ai momenti di “vita normale” Le illustrazioni di François Baranger di Cthulhu e R’lyeh, bellissime e dettagliatissime, ne mettono in risalto la spaventosa grandezza, così come la follia e l’orrore che ne scaturiscono. Ma tutta la dedizione e la maestria dell’artista francese non si “limita” ai due climax del racconto ed è espressa, in egual misura, anche nel resto dell’opera.

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Il volume è il primo di una (speriamo longeva) serie e Baranger sta già lavorando al secondo “At the Mountains of Madness”, altro capolavoro dell’Horror Lovecraftiano (e non solo). Vedendo i risultati ed il livello di questa prima uscita, si può solo abbassare la testa con riverenza e aspettare con impazienza i prossimi volumi. Personalmente, oltre all’autore di Providence, mi piacerebbe vedere opere di altri autori che potrebbero altresì beneficiare di questo splendido “trattamento”. Mi vengono in mente scrittori classici come Algernon Blackwood ed Edgar Allan Poe, Robert William Chambers e Ambrose Bierce, ma anche altri più moderni come Angela Carter e Thomas Ligotti, Julio Cortázar e Dino Buzzati (“Il Babau”), solo per citarne alcuni. Speranze e desideri.

Illustrazione dal prossimo “At the Mountains of Madness”

Questa edizione di Call of Cthulhu appartiene a quella categoria di libri che è un vero piacere leggere e sfogliare più e più volte – ma anche mettere in bella mostra nella libreria. È una meraviglia, un must have assoluto per tutti gli amanti ed i cultori (o cultisti) dell’universo di H.P. Lovecraft e dei suoi miti. E per chi non lo fosse, non conoscesse particolarmente la sua epica, o più semplicemente non fosse avvezzo al genere, rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire questo tipo di letteratura gotica classica, nonché uno scrittore di incredibile forza e capacità che, non a caso, perdura nel tempo e continuerà a sopravvivere per molto ancora (eoni!?), come il Grande Antico.

Fhtagn!


 

Illustratore, concept artist e scrittore, François Baranger nasce a Ermont, Val-d’Oise (Francia) il 28 settembre 1978. Dopo gli studi artistici, lavora come illustratore nei videogiochi e, nel 1998, comincia a realizzare cortometraggi d’animazione. Con uno di questi, “Antebios”, ottiene la vittoria all’Imagina Festival del 1999. Nel 2004 decide di riprendere in mano il suo progetto relativo alla creazione di una serie a fumetti ispirata all’universo creato dallo scrittore americano H.P. Lovecraft. Prende così forma “Freaks Agency”, due volumi (“Celui du sang” Tome 1 e 2) pubblicati tra il 2005 ed il 2006 per le edizioni Albin Michel. Contemporaneamente comincia a realizzare diverse copertine di romanzi di genere e per ragazzi. Nel 2007 torna a lavorare per i videogiochi come concept artist per l’acclamato campione d’incassi “Heavy Rain” di Quantic Dream, pubblicato per PlayStation 3 (2010) e 4 (2016) di Sony. Con la software house francese collaborerà anche per la realizzazione di “Beyond Two Souls”. L’attività di concept designer comincia a divenire predominante e porta Baranger a collaborare con molti autori e studi di prestigio, sia per videogiochi (tra cui Tom Clancy’s The Division e Dishonored 2) che per il cinema (tra cui Arthur e il popolo dei Minimei, Harry Potter e i doni della morte, G.I. Joe – la nascita dei Cobra, La furia dei Titani, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – il mare dei mostri). Particolarmente apprezzabile il suo lavoro nel film “La bella e la bestia” (2014), di Christophe Gans, con Léa Seydoux e Vincent Cassel. Oltre agli impegni come graphic artist, François Baranger si dedica anche alla scrittura, pubblicando nel 2013 e nel 2014 un lungo romanzo di fantascienza in due volumi dal titolo Dominium Mundi, la cui scrittura lo ha impegnato per circa dieci anni. Nel 2017 da alle stampe “L’Effet Domino“, il suo primo thriller.


 

L’Appel de Cthulhu Illustré

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Bragelonne – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2017

Per l’edizione italiana

Il richiamo di Cthulhu – Illustrato da FrançoisBaranger

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Raven Distribution – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2018


 

 

Boston, 1926. Dopo la morte in circostanze misteriose del suo prozio George Gammell Angell, insigne linguista della Brown Universitydi Providence, R.I., Francis Wayland Thurston eredita un bassorilievo riportante una strana iscrizione ed alcuni documenti grazie ai quali scopre l’esistenza del Culto di Cthulhu,adoratori di una creatura indicibile che giace addormentata negli abissi marini da milioni di anni. Affascinato ed incuriosito, Thurstondecide d’indagare. Quello che scopre è sconcertante. Visioni terrificanti che fanno sprofondare nella pazzia. Omicidi misteriosi avvenuti in ogni dove nel mondo. Indicibili sacrifici perpetrati nelle Wetlands, iBayoudella Louisiana. Il risveglio di un culto ancestrale. Una misteriosa città, dalle smisurate dimensioni, che dal mare si leva con le sue folli geometrie. Forse il suo prozio si era avvicinato troppo alla verità sull’oscuro culto di Cthulhued ai suoi proseliti che, intenzionati a risvegliare il loro dio addormentato da eonisul fondo del mare, intendono far precipitare il mondo nella distruzione e nella follia. Le stelle sono allineate. La fine è vicina?

Nonostante abbia letto questo racconto più e più volte, questo non mi impedisce di farlo ancora. E il risultato resta sempre lo stesso: fantastico. Call of Cthulhu (scusatemi, ma proprio non riesco a chiamarlo con il titolo tradotto) è uno di quei rari – per me – libri che ho letto e riletto più volte (altri due sono “Alle montagne della follia” e “Il colore venuto dallo spazio”, guarda caso sempre dello scrittore di Providence), senza averne mai noia e trovando sempre stimolante ogni rilettura. È un capolavoro, c’è poco da dire in merito. Non penso che sia il caso di dilungarsi a parlare di questo racconto che H.P. Lovercraft ha scritto nel 1926 e pubblicato due anni dopo su Weird Tales, non solo per la giusta fama che lo precede – e lo segue – sempre, ma anche e soprattutto perché se ce ne fosse bisogno sarebbe inutile andare avanti nella lettura che segue. Insomma, stiamo parlando di uno dei più famosi racconti di genere horror di tutti i tempi, forse anche il più famoso. C’è veramente bisogno di dire altro?

 

«Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn» «Nella sua dimora a R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando»

Quello che veramente interessa di questa edizione di The Call of Cthulhu, che l’editore francese Bragelonne ha portato in libreria a fine 2017 (qui nella traduzione di Maxime Le Dain), è la sontuosa veste grafica ad opera di François Baranger, le cui splendide illustrazioni riescono a dare una dimensione “nuova” al fondamentale testo dell’autore di Providence. Le generose dimensioni di questa edizione – 27 x 35 x 1,5 cm – riprendono il testo completo del racconto, inserito direttamente sulle illustrazioni a pagina intera o anche doppia, cosa che permette letteralmente di “smarrirsi” all’interno del racconto e delle tavole che Baranger ha illustrato con assoluta maestria. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le splendide illustrazioni dell’artista francese non adombrano minimamente la forza della storia che, anzi, ne viene per così dire “ingrandita” e acquisisce quasi tridimensionalità, facendo risaltare al massimo la potenza ed il fascino delle descrizioni di Lovecraft, dando ancora più profondità all’opera nel suo complesso. Le pagine si presentano molto armoniose ed il testo, sempre esattamente dove dovrebbe essere, che sia sul chiaro o sullo scuro, lascia il giusto spazio alle tavole di Baranger. Le illustrazioni, a pagina intera o anche doppia, sono sontuose e le dimensioni del volume non fanno che aumentarne la spettacolarità. Stupefacenti! Tutto ha un impatto visivo strepitoso, che raggiunge il suo apice quando si arriva alla visione di colui che nella sua dimora della città sommersa di R’lyeh, morto, attende sognando. Cthulhu, il colossale, l’indescrivibile, l’atrocemente terribile Grande Antico, che annichilisce ogni cosa con la sua entrata in scena – come del resto è giusto che sia. È il culmine della storia. È l’apoteosi visiva e letteraria del capolavoro di Lovecraft. Non da meno sono le iperboliche architetture della ciclopica e poderosa città di R’lyeh, in grado di “far girare la testa” con la follia dei suoi angoli visivi. Il mare è in tempesta e gelido. I colori freddi e sporchi, a sottolineare la follia e l’orrore, in contrapposizione alle calde tonalità, riservate ai momenti di “vita normale” Le illustrazioni di François Baranger di Cthulhu e R’lyeh, bellissime e dettagliatissime, ne mettono in risalto la spaventosa grandezza, così come la follia e l’orrore che ne scaturiscono. Ma tutta la dedizione e la maestria dell’artista francese non si “limita” ai due climax del racconto ed è espressa, in egual misura, anche nel resto dell’opera.

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Il volume è il primo di una (speriamo longeva) serie e Baranger sta già lavorando al secondo “At the Mountains of Madness”, altro capolavoro dell’Horror Lovecraftiano (e non solo). Vedendo i risultati ed il livello di questa prima uscita, si può solo abbassare la testa con riverenza e aspettare con impazienza i prossimi volumi. Personalmente, oltre all’autore di Providence, mi piacerebbe vedere opere di altri autori che potrebbero altresì beneficiare di questo splendido “trattamento”. Mi vengono in mente scrittori classici come Algernon Blackwood ed Edgar Allan Poe, Robert William Chambers e Ambrose Bierce, ma anche altri più moderni come Angela Carter e Thomas Ligotti, Julio Cortázar e Dino Buzzati (“Il Babau”), solo per citarne alcuni. Speranze e desideri.

Illustrazione dal prossimo “At the Mountains of Madness”

Questa edizione di Call of Cthulhu appartiene a quella categoria di libri che è un vero piacere leggere e sfogliare più e più volte – ma anche mettere in bella mostra nella libreria. È una meraviglia, un must have assoluto per tutti gli amanti ed i cultori (o cultisti) dell’universo di H.P. Lovecraft e dei suoi miti. E per chi non lo fosse, non conoscesse particolarmente la sua epica, o più semplicemente non fosse avvezzo al genere, rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire questo tipo di letteratura gotica classica, nonché uno scrittore di incredibile forza e capacità che, non a caso, perdura nel tempo e continuerà a sopravvivere per molto ancora (eoni!?), come il Grande Antico.

Fhtagn!


 

Illustratore, concept artist e scrittore, François Baranger nasce a Ermont, Val-d’Oise (Francia) il 28 settembre 1978. Dopo gli studi artistici, lavora come illustratore nei videogiochi e, nel 1998, comincia a realizzare cortometraggi d’animazione. Con uno di questi, “Antebios”, ottiene la vittoria all’Imagina Festival del 1999. Nel 2004 decide di riprendere in mano il suo progetto relativo alla creazione di una serie a fumetti ispirata all’universo creato dallo scrittore americano H.P. Lovecraft. Prende così forma “Freaks Agency”, due volumi (“Celui du sang” Tome 1 e 2) pubblicati tra il 2005 ed il 2006 per le edizioni Albin Michel. Contemporaneamente comincia a realizzare diverse copertine di romanzi di genere e per ragazzi. Nel 2007 torna a lavorare per i videogiochi come concept artist per l’acclamato campione d’incassi “Heavy Rain” di Quantic Dream, pubblicato per PlayStation 3 (2010) e 4 (2016) di Sony. Con la software house francese collaborerà anche per la realizzazione di “Beyond Two Souls”. L’attività di concept designer comincia a divenire predominante e porta Baranger a collaborare con molti autori e studi di prestigio, sia per videogiochi (tra cui Tom Clancy’s The Division e Dishonored 2) che per il cinema (tra cui Arthur e il popolo dei Minimei, Harry Potter e i doni della morte, G.I. Joe – la nascita dei Cobra, La furia dei Titani, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – il mare dei mostri). Particolarmente apprezzabile il suo lavoro nel film “La bella e la bestia” (2014), di Christophe Gans, con Léa Seydoux e Vincent Cassel. Oltre agli impegni come graphic artist, François Baranger si dedica anche alla scrittura, pubblicando nel 2013 e nel 2014 un lungo romanzo di fantascienza in due volumi dal titolo Dominium Mundi, la cui scrittura lo ha impegnato per circa dieci anni. Nel 2017 da alle stampe “L’Effet Domino“, il suo primo thriller.


 

L’Appel de Cthulhu Illustré

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Bragelonne – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2017

Per l’edizione italiana

Il richiamo di Cthulhu – Illustrato da FrançoisBaranger

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Raven Distribution – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2018


 

Questa recensione de Il Richiamo di Cthulhu – Illustrato da François Baranger, si basa sull’edizione originale francese L’Appel de Cthulhu Illustré, edita da Bragelonne ad ottobre 2017, di cui Raven Distribution ne ha da poco resa disponibile l’edizione italiana.


 

Boston, 1926. Dopo la morte in circostanze misteriose del suo prozio George Gammell Angell, insigne linguista della Brown Universitydi Providence, R.I., Francis Wayland Thurston eredita un bassorilievo riportante una strana iscrizione ed alcuni documenti grazie ai quali scopre l’esistenza del Culto di Cthulhu,adoratori di una creatura indicibile che giace addormentata negli abissi marini da milioni di anni. Affascinato ed incuriosito, Thurstondecide d’indagare. Quello che scopre è sconcertante. Visioni terrificanti che fanno sprofondare nella pazzia. Omicidi misteriosi avvenuti in ogni dove nel mondo. Indicibili sacrifici perpetrati nelle Wetlands, iBayoudella Louisiana. Il risveglio di un culto ancestrale. Una misteriosa città, dalle smisurate dimensioni, che dal mare si leva con le sue folli geometrie. Forse il suo prozio si era avvicinato troppo alla verità sull’oscuro culto di Cthulhued ai suoi proseliti che, intenzionati a risvegliare il loro dio addormentato da eonisul fondo del mare, intendono far precipitare il mondo nella distruzione e nella follia. Le stelle sono allineate. La fine è vicina?

Nonostante abbia letto questo racconto più e più volte, questo non mi impedisce di farlo ancora. E il risultato resta sempre lo stesso: fantastico. Call of Cthulhu (scusatemi, ma proprio non riesco a chiamarlo con il titolo tradotto) è uno di quei rari – per me – libri che ho letto e riletto più volte (altri due sono “Alle montagne della follia” e “Il colore venuto dallo spazio”, guarda caso sempre dello scrittore di Providence), senza averne mai noia e trovando sempre stimolante ogni rilettura. È un capolavoro, c’è poco da dire in merito. Non penso che sia il caso di dilungarsi a parlare di questo racconto che H.P. Lovercraft ha scritto nel 1926 e pubblicato due anni dopo su Weird Tales, non solo per la giusta fama che lo precede – e lo segue – sempre, ma anche e soprattutto perché se ce ne fosse bisogno sarebbe inutile andare avanti nella lettura che segue. Insomma, stiamo parlando di uno dei più famosi racconti di genere horror di tutti i tempi, forse anche il più famoso. C’è veramente bisogno di dire altro?

 

«Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn» «Nella sua dimora a R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando»

Quello che veramente interessa di questa edizione di The Call of Cthulhu, che l’editore francese Bragelonne ha portato in libreria a fine 2017 (qui nella traduzione di Maxime Le Dain), è la sontuosa veste grafica ad opera di François Baranger, le cui splendide illustrazioni riescono a dare una dimensione “nuova” al fondamentale testo dell’autore di Providence. Le generose dimensioni di questa edizione – 27 x 35 x 1,5 cm – riprendono il testo completo del racconto, inserito direttamente sulle illustrazioni a pagina intera o anche doppia, cosa che permette letteralmente di “smarrirsi” all’interno del racconto e delle tavole che Baranger ha illustrato con assoluta maestria. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le splendide illustrazioni dell’artista francese non adombrano minimamente la forza della storia che, anzi, ne viene per così dire “ingrandita” e acquisisce quasi tridimensionalità, facendo risaltare al massimo la potenza ed il fascino delle descrizioni di Lovecraft, dando ancora più profondità all’opera nel suo complesso. Le pagine si presentano molto armoniose ed il testo, sempre esattamente dove dovrebbe essere, che sia sul chiaro o sullo scuro, lascia il giusto spazio alle tavole di Baranger. Le illustrazioni, a pagina intera o anche doppia, sono sontuose e le dimensioni del volume non fanno che aumentarne la spettacolarità. Stupefacenti! Tutto ha un impatto visivo strepitoso, che raggiunge il suo apice quando si arriva alla visione di colui che nella sua dimora della città sommersa di R’lyeh, morto, attende sognando. Cthulhu, il colossale, l’indescrivibile, l’atrocemente terribile Grande Antico, che annichilisce ogni cosa con la sua entrata in scena – come del resto è giusto che sia. È il culmine della storia. È l’apoteosi visiva e letteraria del capolavoro di Lovecraft. Non da meno sono le iperboliche architetture della ciclopica e poderosa città di R’lyeh, in grado di “far girare la testa” con la follia dei suoi angoli visivi. Il mare è in tempesta e gelido. I colori freddi e sporchi, a sottolineare la follia e l’orrore, in contrapposizione alle calde tonalità, riservate ai momenti di “vita normale” Le illustrazioni di François Baranger di Cthulhu e R’lyeh, bellissime e dettagliatissime, ne mettono in risalto la spaventosa grandezza, così come la follia e l’orrore che ne scaturiscono. Ma tutta la dedizione e la maestria dell’artista francese non si “limita” ai due climax del racconto ed è espressa, in egual misura, anche nel resto dell’opera.

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Il volume è il primo di una (speriamo longeva) serie e Baranger sta già lavorando al secondo “At the Mountains of Madness”, altro capolavoro dell’Horror Lovecraftiano (e non solo). Vedendo i risultati ed il livello di questa prima uscita, si può solo abbassare la testa con riverenza e aspettare con impazienza i prossimi volumi. Personalmente, oltre all’autore di Providence, mi piacerebbe vedere opere di altri autori che potrebbero altresì beneficiare di questo splendido “trattamento”. Mi vengono in mente scrittori classici come Algernon Blackwood ed Edgar Allan Poe, Robert William Chambers e Ambrose Bierce, ma anche altri più moderni come Angela Carter e Thomas Ligotti, Julio Cortázar e Dino Buzzati (“Il Babau”), solo per citarne alcuni. Speranze e desideri.

Illustrazione dal prossimo “At the Mountains of Madness”

Questa edizione di Call of Cthulhu appartiene a quella categoria di libri che è un vero piacere leggere e sfogliare più e più volte – ma anche mettere in bella mostra nella libreria. È una meraviglia, un must have assoluto per tutti gli amanti ed i cultori (o cultisti) dell’universo di H.P. Lovecraft e dei suoi miti. E per chi non lo fosse, non conoscesse particolarmente la sua epica, o più semplicemente non fosse avvezzo al genere, rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire questo tipo di letteratura gotica classica, nonché uno scrittore di incredibile forza e capacità che, non a caso, perdura nel tempo e continuerà a sopravvivere per molto ancora (eoni!?), come il Grande Antico.

Fhtagn!


 

Illustratore, concept artist e scrittore, François Baranger nasce a Ermont, Val-d’Oise (Francia) il 28 settembre 1978. Dopo gli studi artistici, lavora come illustratore nei videogiochi e, nel 1998, comincia a realizzare cortometraggi d’animazione. Con uno di questi, “Antebios”, ottiene la vittoria all’Imagina Festival del 1999. Nel 2004 decide di riprendere in mano il suo progetto relativo alla creazione di una serie a fumetti ispirata all’universo creato dallo scrittore americano H.P. Lovecraft. Prende così forma “Freaks Agency”, due volumi (“Celui du sang” Tome 1 e 2) pubblicati tra il 2005 ed il 2006 per le edizioni Albin Michel. Contemporaneamente comincia a realizzare diverse copertine di romanzi di genere e per ragazzi. Nel 2007 torna a lavorare per i videogiochi come concept artist per l’acclamato campione d’incassi “Heavy Rain” di Quantic Dream, pubblicato per PlayStation 3 (2010) e 4 (2016) di Sony. Con la software house francese collaborerà anche per la realizzazione di “Beyond Two Souls”. L’attività di concept designer comincia a divenire predominante e porta Baranger a collaborare con molti autori e studi di prestigio, sia per videogiochi (tra cui Tom Clancy’s The Division e Dishonored 2) che per il cinema (tra cui Arthur e il popolo dei Minimei, Harry Potter e i doni della morte, G.I. Joe – la nascita dei Cobra, La furia dei Titani, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – il mare dei mostri). Particolarmente apprezzabile il suo lavoro nel film “La bella e la bestia” (2014), di Christophe Gans, con Léa Seydoux e Vincent Cassel. Oltre agli impegni come graphic artist, François Baranger si dedica anche alla scrittura, pubblicando nel 2013 e nel 2014 un lungo romanzo di fantascienza in due volumi dal titolo Dominium Mundi, la cui scrittura lo ha impegnato per circa dieci anni. Nel 2017 da alle stampe “L’Effet Domino“, il suo primo thriller.


 

L’Appel de Cthulhu Illustré

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Bragelonne – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2017

Per l’edizione italiana

Il richiamo di Cthulhu – Illustrato da FrançoisBaranger

autore: Howard Phillips Lovecraft – illustrazioni: François Baranger

editore: Raven Distribution – pagine: 64 – colore cartonato con sopraccoperta

2018


 

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Anders Ge.

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