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Four Against Darkness. Gomma, matita, dadi e l’avventura è servita.

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Nel 2016, Andrea Sfiligoi, italianissimo e bravo – nonché rispettato – autore di regolamenti per wargames, giochi di ruolo e molto altro nel settore, pubblica con la sua Ganesha Games un gioco che è una via di mezzo tra un GDR(molto) vecchia maniera, un dungeon crawlere un libro game: Four Against Darknes.
Il gioco, disponibile sia in formato print to play che fisico, in lingua inglese, in breve tempo genera una base di utenti non indifferente ed una nutrita serie di espansioni, che ne allungano la vita fornendo personaggi da interpretare, nuove avventure e ambientazioni, regolamenti e quant’altro per espandere il gioco, aggiungendo ulteriori ore di gioco ed avventure.
Tutto questo, tra l’altro, ad un prezzo decisamente accessibile e conveniente, specialmente se si opta per la versione in PDF.
Ora, grazie a SKS GamesMS Edizione, il titolo di Sfiligoi è finalmente disponibile tradotto in italiano.


Tutto quello di cui avremo bisogno per giocare a Four Against Darknes – da ora 4AD, come viene abbreviato – oltre al manuale, saranno un foglio di carta a quadretti, una matita, una gomma e un (immancabile) dado a sei facce (D6) – o due, così da non doverlo lanciare due volte, ove necessario.

Il manuale è composto da 95 pagine, di cui le prime 70 circa sono divise tra la creazione e gestione dei personaggi – equipaggiamentomagiacombattimenti (attacco e difesa), classi – e la creazione del dungeon in cui dovremo avventurarci, le stanze, i tesori, i mostriche incontreremo e così via. In pratica il regolamento. Non si tratta comunque di una lettura ostica o troppo impegnativa, in quanto scritto in modo scorrevole, non troppo fitto e con vari esempi. In generale si tratta di regole abbastanza leggere, ma non per questo meno interessanti e profonde, che permettono un buon grado di espansione ed adattabilità (e qui emerge tutta la bravura e l’esperienza dell’autore).
Il gioco è progettato per essere giocato in solitario con l’utilizzo di un party composto da quattro personaggi (non poteva essere diversamente…), ma può essere affrontato anche in due in modalità cooperativaosemi-competitiva
Nella modalità cooperativa, ogni giocatore utilizzerà solo tre personaggi (personalmente preferisco usarne due a testa, giusto per mantenere l’idea dei “quattro contro l’oscurità” …), si aggiungerà un +1 al valore degli ostacoli che incontreremo eccetto ai mostri, che però saranno raddoppiati di numero come anche i tesori. La semi-competitiva, invece, vedrà i due giocatori con un party completo generare una stanza del dungeon a testa, avanzando però su percorsi diversi e, nel caso i due gruppi dovessero incontrarsi, i due party non potranno combattersi. Il vincitore sarà quello che riuscirà ad uccidere il bossfinale e ad uscire per primo dal dungeon, portando con sé il maggior numero di tesori recuperati.
Ogni partita in solitaria ha una durata media di 45/60 minuti che, ovviamente, aumentano nel caso si giochi in due. Non ufficialmente, il gioco viene dato per scalabile a tre e quattro giocatori, ma sinceramente non ho mai avuto modo di provarlo in queste modalità, quindi vado sulla fiducia.

Il gioco ci vedrà impegnati nella nell’esplorazione di un dungeon, alla ricerca del boss che lo comanda per averne la meglio, recuperando più oro possibile e cercando nel mentre di uscirne vivi. Ovviamente non sarà una passeggiata e sul nostro cammino incontreremo creature ed ostacoli di ogni tipo e pericolosità, che faranno “del loro meglio” per impedirci di portare a termine la nostra avventura. Una varietà di tipici mostri ed animali, nonché altre creature estremamente pericolose, si frapporranno tra noi ed il completamento della missione, cercando di eliminarci senza troppi complimenti.
La meccanica di 4AD “gira” intorno al lancio del dado a sei facce – che verrà lanciato solo ed unicamente dal giocatore e mai dal gioco – una o due volte a seconda delle situazioni ed i cui risultati verranno utilizzati diversamente in base all’esigenza. In pratica, sarà solo chi gioca che userà i dadi per stabilire il risultato delle azioni, siano esse attive o passive, che confronterà i risultati del lancio del dado, al quale aggiungerà o sottrarrà i vari modificatori del caso (ad esempio, nel caso di un attacco, l’arma utilizzata può fornire un bonus da aggiungere al risultato del lancio) confrontandoli poi con i valori dell’avversario, della prova da superare, ecc. Di base, un 1 è sinonimo di fallimento, mentre un 6 lo è di successo – dando anche la possibilità di effettuare un ulteriore tiro, da sommare al risultato precedente.

Come prima cosa, in 4AD dovremo formare un party composto da quattro personaggi scelti tra le otto classiche il gioco ci mette a disposizione: guerrieroelfobarbaro, furfantemagomezzuomonanochierico. La compagnia può essere composta a piacimento, anche da più personaggi della stessa classe. Ovviamente, poiché ogni classe (com’è logico) dispone delle proprie regole speciali, delle proprie abilità peculiari e del proprio equipaggiamento di base, conviene differenziare il più possibile il gruppo, così da avere una “copertura” più ampia delle situazioni che andremo ad affrontare durante la nostra avventura. 
Dopo i personaggi, che non possono essere multi-classe ed iniziano tutti dal livello 1, si dovrà procedere con la scelta dell’equipaggiamento di partenza e, se previsto, delle magie. Disponendo di una piccola quantità di denaro già dall’inizio, avremo facoltà di spenderla per fornire i nostri avventurieri di qualche piccolo equipaggiamento extra che potrebbe tornare utile durante la discesa nel sotterraneo. Ovviamente, ogni volta che porteremo a termine (vivi) un’avventura, potremo utilizzare quanto guadagnato per acquistare equipaggiamenti sempre più performanti, potenti e utili.
Una volta terminata la creazione del party, si potrà dare inizio all’avventura.
Si parte poi con un lancio del dado per stabilire dove si trovi l’entrata del dungeon e la si disegna sul foglio a quadretti (è sufficiente anche quello di un normale quaderno). Di seguito decideremo dove far inoltrare il nostro party e tramite il lancio di 1D6 verrà stabilito il luogo dove ci troveremo e la sua forma, mentre con un 2D6 stabiliremo cosa contiene la stanza o corridoio, se faremo incontri particolari o se ci imbatteremo in nemici ed altro ancora. Nella seconda parte del manuale troviamo tutta una serie di tabelle tra cui anche quelle che indicano, a seconda dei risultati ottenuti dal lancio dei dadi, cosa e chi troveremo all’interno dei corridoi e delle stanze che ci troveremo a percorrere e visitare.
Ogni ambiente che disegneremo sulla mappa, dovrà essere collegato al precedente.
Gli incontri che possono essere fatti sono vari e spaziano tra un bestiario di 24 creature diverse, tutte con le loro caratteristiche, indicate nelle relative tabelle a fine manuale di gioco e divise in quattro macro categorie: mostri infestanti (pipistrelli vampiromillepiedi gigantiratti, goblin sciamanti, ratti scheletrici rane vampiro), mostri seguaci (goblinhobgoblintrollfungoidischeletri o zombieorchi), mostri aberranti (minotauroferrofago, gremlin invisibiliragno gigantechimeracatoblepa) e, per finire, i mostri boss (piccolo drago, medusasignore del caosorco brutomummiaogre).
Dopo che avremo risolto gli incontri, sia eliminando fisicamente i mostri che anche corrompendoli con l’oro, e la stanza in cui ci troveremo sarà libera– o comunque con i mostri messi fuori gioco – potremo dedicarci all’esplorazione del luogo. Questo ci permetterà di rinvenire e recuperare tesori, scovare passaggi segreti o scoprire degli indizi. Questi ultimi, una volta che un personaggio ne avrà trovati tre nella stessa partita o nel corso di una campagna, avrà scoperto un segreto e potrà effettuare un lancio del dado per salire di livello. Se il lancio sarà positivo, potrà anche scegliere uno dei segreti del gioco che spaziano da un nuovo incantesimo al sapere dove si trova un tesoro segreto, piuttosto che il punto debole di un mostro, ed altro ancora. Ci sono 15 segreti in totale tra cui scegliere.
Ma, attenzione: attardarci può anche volere dire che una creatura potrebbe attaccarci di soppiatto…
Qualora dovessimo tornare sui nostri passi, per ogni stanza o corridoio che ripercorreremo dovremo effettuare un lancio 1D6 e il party verrà attaccato da un mostro errantese il risultato è di 1. Se invece ci troveremo alla presenza di un mostro precedentemente corrotto, si dovrà tirare nuovamente per stabilire se bisognerà corromperlo nuovamente e se ci lascerà passare senza porre resistenza. Ovviamente, qualora dovesse rendersi necessario corromperlo nuovamente, non saremo obbligati a farlo, ma in quel caso il mostro ci attaccherà.

Di base, questo è il “flusso” del gioco: si tira il dado per stabilire il tipo di camera/corridoio in cui entreremo e si risolvono eventuali incontri o eventi al suo interno. Il gioco continua così fino a quando non s’incontra il bossprincipale e si sconfigge uscendo poi dal dungeon.
O si muore, ovviamente.
Ma non pensate “male”, perché sotto a questa apparente semplicità c’è molto di più di quello che potrebbe sembrare e nel manuale sono presenti tanti accorgimenti e particolari che rendono il gioco più “complesso” di quanto possa sembrare in un primo momento (o dalla lettura di questa recensione). Certamente non siamo in presenza di complessità estreme come quelle di certi giochi tematici presenti sul mercato, ma la libertà che 4AD offre, permette di poter personalizzare ed espandere regole e situazioni a livelli decisamente superiori ed interessanti, come d’altronde dimostrano le espansioni uscite fino ad ora e che sono disponibili sotto forma di manuali in formato PDF sul sito ufficiale – sempre a costi molto contenuti – o anche gratuitamente sulle varie community dedicate al gioco. Al momento, solo un’espansione è disponibile in italiano, ma confido nel fatto che presto verrà tradotto anche altro materiale. Segnalo poi, che sul numero 10 della rivista bimestrale Io Gioco – datata aprile-maggio 2019 – è pubblicato uno scenario inedito totalmente in italiano.

Andrea Sfiligoi

Four Against Darknes è un gioco davvero ben fatto e ben progettato, che con l’ausilio di poche ma ottime regole, un foglio di carta, una matita (ed una gomma) ed un paio di dadi a sei facce da la possibilità di creare emozionanti avventure. Posizionandosi più “nei pressi” di un GdR, pur senza la parte prettamente narrativa, che di un moderno dungeon crawler, grazie alla sua (apparente) semplicità che permette una flessibilità non indifferente e quasi inedita, il gioco restituisce tanto in termini di (ri)giocabilità e divertimento, grazie anche alla quantità di materiale di qualità aggiuntivo, reperibile sia a pagamento che gratuito.
Giocando a Four Against Darknes, la sensazione e la memoria corrono veloci a Dungeons & Dragons vecchia maniera, quello dell’indimenticabile “scatala rossa” edito da TSR, per intenderci, nonché ad un altro “classico” dei tempi passati come DeathMaze della SPI. Sinceramente, la cosa è piacevole e non fa che aumentare l’appeal del gioco, almeno per il sottoscritto e sicuramente anche per chi sa di cosa sto parlando.
Ma questo è anche “l’ostacolo” maggiore che il gioco deve affrontare nell’offrirsi ai giocatori di oggi, sempre più abituati ad una pletora di miniature, tabelloni, carte e quant’altro si può trovare oggi nei giochi moderni.
Four Against Darknes è un gioco che mantiene un fascino tutto suo, quello dei “vecchi tempi”, ma nell’eccezione distintiva di giochi fatti in un certo modo, non per forza migliori, ma diversi. Un concetto di gioco che funziona ancora e che saprà conquistare sia il giocatore più esperto come quello meno smaliziato.Il consiglio è quello di provarlo, anche in virtù del costo veramente abbordabile di 18,90 € (al momento della recensione).
Non ve ne pentirete.

Retrodivertimento!

Four Against Darkness
(Id., Ganesha Games, 2016)

autore:Andrea Sfiligoi
illustrazioni:Andrea Sfiligoi, Daniel Comerci,
Paul Fry, Jack Badashki, Lord Zsezsr Work

ed. italiana
SKS Games
MS Edizione
2019


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