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The Eternal Castle (Remastered). Ritorno al 1987, anzi no.

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Ve lo dico subito: non ho mai giocato all’originale The Eternal Castle, gioco per MS-Dos del 1987. Ma neanche voi, in realtà, perché nonostante quel moniker [Remastered] posto dopo il titolo, il gioco è in realtà totalmente nuovo.
Gli sviluppatori hanno voluto “giocare” con l’effetto nostalgia lasciando indizi sul presunto gioco originale datato 1987, un po’ ovunque in rete. Inoltre, come “ciliegina sulla torta”, nei titoli di coda compaiono i nomi dell’animatore Richard Williams e degli autori di videogiochi Jordan MechnerRon Gilbert ed Eric Chahi, citati come autori del gioco originale, decisamente un bell’omaggio. Non vi elenco i capolavori che questi signori hanno realizzato, ma se non li conoscete (davvero!?) vi consiglio di cercarli in rete.

Action 2D alla Another WorldPrince of Persia e Flashback, capostipiti e veri e propri cult del genere, giochi che sfruttavano magistralmente il rotoscope ed estremamente avvincenti da giocare, nonostante i loro controlli non fossero particolarmente comodi e le morti premature non si risparmiavano.
Si tratta di uno splendido omaggio al genere, che ci mette nei panni di un anonimo personaggio, un soldato solitario dal nome – Adam o Eve, a seconda se giocheremo nel ruolo di un uomo o di una donna – inviato su di un pianeta Terra post-apocalittico di un imprecisato futuro dove violenza e follia regnano, per ritrovare una A.I. corrotta e riportarla nello spazio. Durante il viaggio la nostra nave precipita e l’unica speranza per portare a termine la missione sarà ritrovare i pezzi necessari per ripararla e volare alla volta dell’Eternal Castle, dove l’A.I. si è rifugiata.
Niente di particolarmente innovativo, insomma, ma l’atmosfera che si respira giocando, l’ambientazione e l’ispirato aspetto visivo in stile grafica CGA 2bit, rendono il tutto particolarmente affascinante.

Dopo una schermata iniziale, in perfetto stile vecchia scuolaThe Eternal Castle [Remastered] ci proietta immediatamente nel vivo del gioco. Per gli appassionati dei classici platform di fantascienza come Another World e Flashback, le atmosfere di gioco saranno estremamente familiari: un mondo alieno – anche se qui siamo sulla terra – e una storia un po’ confusa alla base. Ma questo non fa altro che aumentare la sensazione di trovarsi a giocare un gioco di fine anni Ottanta, dove si veniva gettati “nella mischia” senza troppi preamboli. Senza perdere tempo, quindi, veniamo trasportati all’interno di un mondo fatto di pixel e di una palette grafica nella quadricromia tipica dei giochi Dos in CGA: nero, ciano, magenta e bianco, ai quali vengono applicate alcune variazioni con il rosso e poco altro, che fanno da sfondo a tutte le schermate.
Il gioco è strutturato su cinque “mondi” generati proceduralmente, così da risultare differenti ad ogni partita: WildernessAncient RuinsForgotten CityTech Lab e, per ultimo, The Eternal Castle, a loro volta divisi in tre sezioni – IntroMiddle ed Ending – e, ad eccezione dell’ultimo, possono essere affronti secondo l’ordine che desideriamo. A conclusione di ogni mondo, dovremo poi affrontare lo scontro con un (classico) Boss di fine livello
Ogni livello ha poi una sua ambientazione distintiva, con tratti che lo caratterizzano e lo distinguono dagli altri. In alcuni sarete coinvolti in un numero maggiore – e più impegnativo – di combattimenti rispetto ad altri, che magari sono caratterizzati da una maggiore presenza di trappole che presentano più di un puzzle da risolvere per essere oltrepassate. 
In generale è tutto secondo i canoni del genere di riferimento, fatta eccezione per i combattimenti contro i Boss, che mostrano dinamiche abbastanza diverse dal classico “saltarotola e spara”.
Il gameplay è come ci si aspetterebbe: fasi di esplorazione disseminate di puzzle, si alternano ad altre più concitate di combattimento che ci vedranno impegnati in lotte e combattimenti contro vari avversari, o platform che ci costringeranno a salti impossibili dove la precisione è d’obbligo – ricordatePrince of Persia?
 Una buona dotazione di potenziamenti e di armi – da fuoco e a mano – ci aiuterà nella nostra impresa e se dovessimo trovare delle difficoltà all’interno di un livello, potremo sempre lasciarlo e tornare al punto di scelta per prendere una nuova direzione, riservandoci di tornare sui nostri passi successivamente, quando saremo dotati di una forza maggiore. Tra l’altro, ogni livello è cosparso di un buon numero di checkpoint che agevolano la ripetizione in caso di prematura dipartita, o anche solo per procurarsi quei potenziamenti necessari per affrontare un successivo scontro particolarmente impegnativo.

Il peculiare stile grafico del gioco è senza dubbio la sua forza, anche se a farne le spese a volte è la “comprensibilità” stessa di quanto accade sullo schermo. La già citata esigua paletta colori e la grafica in stile CGA 2bit a volte creano situazioni confuse dove i pixel si mescolano tra di loro, rendendo così difficile capire cosa stia accadendo: può succedere, ad esempio, di non riuscire a scorgere un nemico perché “confuso” tra un cespuglio o un riparo dello stesso colore.
Lo stesso dicasi per il sistema di controllo, che potrebbe risultare (quasi) “alieno” per gli standard odierni, ma che invece è perfettamente codificato per quelli dei “soliti noti” Prince of PersiaAnother World e Flashback – e dei giochi a loro ispirati creati in quegli anni.
Il sistema di combattimento non da particolari problemi quando si utilizza un’arma da fuoco; tuttavia, quando si è coinvolti in lotte corpo a corpo potremo avere qualche problema: contrariamente alla sua presunta semplicità, in realtà ci troviamo di fronte ad un pattern di mosse ben più ampio e complesso di quanto si possa pensare che, se correttamente padroneggiato, può aiutare non poco a superare indenni gli scontri. La mancanza di un qualsiasi tutorial e la confusione che spesso regna durante le fasi più concitate rende più difficile la padronanza, che dovrà essere affinata giocando e rigiocando, per scoprire tutte le combinazioni (o cercando aiuti sulla rete o su Steam stesso).

A completare l’immersione negli anni e nei giochi che omaggia, infine, c’è la colonna sonora.
In perfetto synthwave – genere musicale elettronico che trae influenze ed ispirazione dalle colonne sonore dei videogiochi e dei film anni Ottanta – risuona in sottofondo aggiungendo un ulteriore tassello “nell’operazione nostalgia” creata dal team di sviluppo.

Per quanto mi riguarda, The Eternal Castle [REMASTER] è uno degli omaggi più belli ai giochi di un tempo, capolavori imprescindibili e capostipiti di una serie di side-scroller 2D come l’originale Prince of Persia e i fantascientifici Another World e Flashback. La grafica in pixel art 2bit in risoluzione CGA che fa uso di una limitata manciata di colori, tipica dei giochi per MS-Dos anni Ottanta, è una delle più ispirate ed affascinanti che mi sia capitato di vedere.
Anche se potrà capitare di trovarsi in situazioni in cui non riusciremo a comprendere bene (o per nulla) quanto accade sullo schermo e tutto ci sembrerà una onirica scena astratta, il risultato è sempre così potentemente emozionale da risultare irresistibile. Anche il sistema di controllo, così lontano dagli standard attuali, s’inserisce perfettamente nella logica del gioco retrò, aumentandone il fascino complessivo.
È evidente che il pubblico di riferimento di The Eternal Castle [REMASTER] sono quei giocatori che si cimentavano con i videogiochi già negli anni Ottanta, che non avranno troppe difficoltà nell’accettare e soprassedere ai “problemi” di grafica, ma controlli che anzi troveranno in questo un motivo in più per appassionarsi al titolo.
Resta inteso che, a qualsiasi età, giocare a The Eternal Castle [REMASTER] è anche una questione emozionale e se non si lascia spazio alle emozioni il gioco perde una parte importante della sua esperienza, mostrando il fianco a tutti quei problemi che, al giorno d’oggi, nei moderni giochi, risulterebbero inaccettabili. Ma sarebbe un vero peccato, perché si perderebbe un’esperienza videoludica molto più esaltante ed appagante di quanto si possa pensare.

RETROMAGNIFICO!


The Eternal Castle [Remastered] – Trailer

The Eternal Castle [Remastered] può essere acquistato tramite Steam per PC, MacSteamOS e Linux a 5,99 €, al momento della recensione o salvo eventuali offerte e variazioni future.
Il gioco è completamente in inglese ma fruibile senza problemi anche da chi non conosce lingua.

Per chi è:

  • Chi ama molto il retrogaming
  • Chi nei “difetti” vede i “pregi”
  • Chi ama la pixel art
  • Chi ha nel cuore Prince of Persia, Another World e Flashback

Per chi non è:

  • Chi cerca grafica iperrealistica
  • Chi vuole solo giochi “tripla A”
  • Chi odia la pixel art
  • Chi non ama (assolutamente) il retrogaming

In breve:

  • Sviluppatori: Leonard Menchiari, Giulio Perrone, Daniele Vicinanzo
  • Musica: Giacomo Langella, Ogre Sound
  • Arte aggiuntiva: Edoardo Bussetti
  • Sound Design aggiuntivo: Michele Postpischi

Requisiti minimi di sistema (come da scheda su Steam)

  • Windows: Windows XP/Vista/7/8/8.1/10 x86/x64
  • Mac OS X: Mac OS X 10.9 o superiore
  • SteamOS + Linux: Ubunto 12.04 amd64 o equivalente

Hardware

  • Processore: Intel Pentium D 830 (2* 3000) or equivalent / AMD Athlon 64 4000+ (2600) o equivalente
  • Memoria Sistema: 1 GB di RAM
  • Scheda Video: risoluzione minima 1280×768
  • Scheda Audio: compatibile con DirectX 9.0c
  • Spazio disponibile su HD 500 MB

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Anders Ge.

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By Anders Ge.
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