Edizione Straordinaria. La storia e la memoria.

Edizione Straordinaria. La storia e la memoria.

Walter Veltroni, immagina e realizza Edizione Straordinaria, uno straordinario itinerario attraverso sessantasei anni di storia italiana e mondiale. Dal 1954 fino a questo 2020 segnato indelebilmente dal COVID-19, novanti minuti per ricordare – e ripassare – tutti i principali momenti della storia che hanno stabilito un punto di svolta, eventi eccezionali esattamente come sono stati appresi dagli italiani, nella modalità e nell’attimo esatto, attraverso le edizioni straordinarie dei telegiornali delle reti RAI, che il 3 gennaio di quello stesso 1954, tramite l’annuncio di Fulvia Colombo, aveva iniziato le sue trasmissioni televisive. Un lavoro minuzioso di ricerca storica negli sterminati archivi Rai, che Veltroni ha realizzato con il prezioso aiuto di Marta Lalicata, Enrico Salvatori e Francesco Russo, al quale va aggiunto l’ottimo montaggio di Paolo Carpineta.

«La Rai, Radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive»

    [annuncio di Fulvia Colombo del 3 gennaio 1954]
Piazza Tienanmen

Il documentario si apre con Papa Pio XII che dal Vaticano, il 6 giugno 1954, dà la benedizione alla neocostituita Televisione Europea - della quale fanno parte, oltre all’Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Belgio, Olanda e Danimarca. Da li in poi è un susseguirsi di frammenti estratti dalle varie edizioni straordinarie dei telegiornali, che con il passare del tempo si moltiplicano con l’aumentare delle reti Rai e dei relativi telegiornali. Il 1978 del rapimento Moro e del ritrovamento del suo corpo nel baule di una Renault 4 in via Caetaniil 9 maggio dello stesso anno. E ancora, il 1969 dello sbarco sulla Luna e della strage di piazza Fontana della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, che costò la vita di 17 persone ed il ferimento di altre 88, il disastro di Černobyl avvenuto il 26 aprile 1986 e i terribili fatti di piazza Tienanmen avvenuti il 4 giugno 1989. E gli accadimenti del G8 di Genova del 2001, raccontati al TG1 dall’attuale Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. In un turbinio ininterrotto si susseguono così le immagini dei telegiornali che hanno dato quelle notizie, fino ad arrivare ai giorni nostri, con le suggestive immagini di Papa Francesco, che il 27 marzo 2020 prega da solo di fronte ad una piazza San Pietro vuota, a cui le immagini televisive restituiscono tutta la drammatica forza del momento. E mentre il “racconto” per immagini degli ultimi sessantasei anni della storia, a cavallo di due secoli, assistiamo anche all’evoluzione dell’informazione raccontata attraverso il media televisivo. Dalle cronache minuziose e precise della televisione ancora in bianco e nero, con il suo linguaggio estremamente ricercato, formale e perfetto nella pronuncia delle parole che con severa inflessione compongono le frasi che raccontano la notizia. Notizia ampliata laddove non ci sono immagini di supporto e tutto viene “semplicemente” raccontato, magari attraverso un collegamento telefonico – si pensi al 1966 dell’alluvione di Firenze quando Marcello Giannini, in diretta audio con il telegiornale, fa scendere il microfono verso la strada attraverso una finestra della sede Rai della città, per far sentire il rumore dell’acqua che l’ha invasa. E via via andando sempre più avanti, modificando il linguaggio, sempre meno ricercato (a volte anche troppo poco) e più sintetico, quasi distaccato. L’emotività di chi racconta la notizia e di come viene mostrata: Paolo Frajese che va da Bruno Vespa che sta conducendo l’edizione straordinaria del telegiornale di Rai 1 per confermare il rapimento di Aldo Moroe l’uccisione degli uomini della scorta da parte di un commando armato. O ancora, quello che forse è uno dei momenti più commoventi ed intensi del documentario, Flavio Fusi che al TG3, con voce strozzata di chi trattiene le lacrime a stento, dà l’annuncio della morte di Ilaria Alpi, collega e amica assassinata a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin. In una sorta di BLOB lungo novanta minuti, l’ex sindaco di Roma ripercorre più di sessant’anni di storia italiana contemporanea e, con essa, quella dell’informazione divulgata attraverso il mezzo televisivo, la sua evoluzione e soprattutto il suo linguaggio.

Giovanna Botteri a Baghdad

«Guardate! Guardate! È stato colpito!»

 [Giovanna Botteri, il 20 marzo 2003, durante i bombardamenti a Baghdad]

L’idea alla base del documentario di Veltroni, non è certo inedita ma funziona bene, pur con i suoi difetti, primo tra tutti la scelta a volte opinabile delle notizie inserite, dove alcune considerabili minori, trovano spazio a discapito di altre importanti edizioni straordinarie, che hanno segnato la storia del nostro paese e del mondo– l’interruzione della corrente elettrica a Roma di un’ora, tra le 9:30 e le 10:35 e relative sospensioni di energia di 15 minuti, che la CEA effettuerà ogni due ore per tutta la giornata, è una notizia il cui inserimento non si spiega. Dove sono finiti, ad esempio, gli attacchi terroristici avvenuti in Spagna e in Inghilterra nel 2004 e nel 2005? Così come l’omicidio del giuslavorista Marco Biagi, assassinato il 19 marzo 2020 da un gruppo delle Nuove Brigate Rosse? Ma anche l’incidente di Linate del 2001, la tragedia di Rigopiano del 2017 o quella della Costa Concordiadel 2012, sono altri eventi che hanno avuto una certa rilevanza e non trovano spazio nel documentario. Anche la scelta di non inserire nessun commento esterno potrebbe sembrare azzardata, specialmente per tutte quelle persone che certi avvenimenti non li hanno vissuti – pensiamo ad esempio ai più giovani come i millennials – che potrebbero “perdersi” nel turbinio di eventi. Eppure, mi sento di dire che la scelta paga, in quanto non “altera” il momento storico ed il metodo di comunicazione con riflessioni attuali che, seppure interessanti e pertinenti, rischierebbero di distrarre lo spettatore, interrompendo quel “filo narrativo” che (invisibile) unisce le tappe della storia politica e sociale italiana e del mondo – anche se, c’è da dire, quest’ultima in minor presenza. È lo stesso Walter Veltroni a spiegarlo in un’intervista al Corriere della Sera, [1]«Mi sembrava giusto evitare un intervento che spostasse temporalmente all’oggi la sequenza degli eventi, volevo che questo filo attraversasse quasi 70 anni di storia e consentisse anche un gioco di memorie e differenze. L’obiettivo era mantenere una tensione narrativa che avesse dentro allo stesso tempo un’emozione e un equilibrio».

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Edizione Straordinaria è un grande racconto emozionale, che riporta alla memoria (se ce ne fosse bisogno) fatti che hanno segnato il mondo in cui viviamo e che, allo stesso tempo, li (ri)racconta, attraverso la forza delle immagini e delle parole, anche alle nuove generazioni che non li hanno vissuti direttamente ma che, nel bene e nel male, vivono in una realtà che è figlia anche di quei fatti. Un affresco di come è cambiato il volto di un paese e della sua informazione, attraverso le immagini e le notizie divulgate dai telegiornali della televisione di stato, per molti anni unico punto di riferimento per la notizia “da vedere”, attraverso le parole, le testimonianze e le immagini, raccolte da una serie di grandissimi professionisti, pronti a dare tutto per l’informazione. Anche la vita. Un grandissimo lavoro di ricerca, reso possibile anche da quell’immenso patrimonio culturale che sono le Teche Rai.

un commosso Flavio Fusi annuncia l'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Un documentario importante, seppure con i suoi difetti, per chiunque, di qualsiasi età, estrazione sociale e professione. Punti fissi nella memoria, sempre importante da mantenere viva. Ma Edizione Straordinaria esprime anche un concetto molto importante, che Veltroni evidenzia con uno dei capisaldi del giornalismo italiano, Enzo Biagi, al quale demanda la chiusa del suo documentario: «La vita passa così in fretta. Un montanaro del mio paese diceva: La vita è affacciarsi alla finestra. Ci affacciamo tutti. Passa, corre e qualcosa rimane» Perché i telegiornali, in fondo, cosa sono se non una finestra sul mondo: registrano lo scorrere veloce della vita e ne fermano, di tanto in tanto, un’immagine nel tempo.

Da vedere e ricordare

[1]Intervista a Walter Veltroni del Corriere della Sera


Edizione Straordinaria

un documentario di Walter Veltroni
realizzato con l’aiuto di Marta Lalicata, Enrico Salvatori e Francesco Russo
montaggio di Paolo Carpineta


Disponibile su

Rai Play

Rai
Documentario
b/n e col
90 min
Italia
2020


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