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L’attrazione. Il mistero delle terme.

Affascinante pulizia estetica. Una successione di lettura praticamente continua e senza interruzioni. Un coraggioso mix di stili, che spazia tra i maestri della BéDé classica e autori americani contemporanei. Il “vecchio” e il “nuovo” uniti con estrema efficacia e forza visiva.
L’attrazione. Il mistero delle terme.

Giovane studente di architettura parigino, Pierre si reca in Svizzera per visitare le Terme di Vals, celebre stabile realizzato tra le montagne dei Grigioni svizzeri, realizzato a metà anni novanta dall’architetto elvetico Peter Zumthor - vincitore del Premio Pritzker 2009 (il Nobel dell’architettura), che da sempre ossessiona lo studente con le sue forme minimali perfettamente incastrate nella montagna. L’attrazione per la costruzione è sempre più intensa e mentre Pierre la esplora viene a conoscenza dei una misteriosa leggenda che vuole un varco segreto nei pressi della sorgente termale, un passaggio misterioso che ogni cento anni chiama a sé uno straniero con un irresistibile richiamo e poi lo divora. Mistero che il giovane è fortemente intenzionato a risolvere.

La prima cosa che si nota durante la lettura de L’attrazione (Coconino Press, 2018), opera prima del giovane autore parigino (classe 1990) Lucas Harari, indubbiamente è il suo aspetto stilistico. La sua pulizia estetica è affascinante e colpisce meravigliosamente. Le vignette sono divise tra loro solo da una semplice linea verticale nera, scelta coraggiosa quanto interessante, che restituisce alle tavole un aspetto molto interessante ed una successione di lettura praticamente continua e senza interruzioni. Una scelta questa che rappresenta un sapiente mix di stili che vanno da maestri della BéDé come Hergé, Jacobs o Benoit, ad autori americani del calibro di Daniel Clowes e Charles Burns, dando vita a momenti meravigliosi che sanno fondere il “vecchio” con il “nuovo” con estrema efficacia e forza visiva. I toni dei colori sono freddi con una predominanza del blu e del nero, ai quali si aggiungono sfumature di rosso.

L’estetica minimalista, i colori ed il disegno contribuiscono a dare vita ad un clima gelido, quasi distaccato, perfettamente in sintonia con la trama che si dipana perfettamente, sempre avvolta da un tocco di mistero e storicamente accurata. Le vignette dritte, quasi incollate tra loro, danno risalto all’immagine oppressiva ed emigrata, per certi versi sfuggente, che Pierre ha delle terme. La loro presenza è percepibile ovunque, nei dialoghi, nelle vignette, nelle tavole, anche quando non palesemente esplicitata; il loro magnetismo attrae tanto Pierre quanto il lettore, rendendo di fatto le vere protagoniste di questa storia - d’altronde il titolo originale, L’Aimant, significa proprio il magnete. Ci sono molti silenzi nelle tavole de L’attrazione, momenti che riempiono anche più pagine intere ma che riescono lo stesso a catturare l’attenzione del lettore che, pagina dopo pagina, verrà sempre più assorbito all’interno di questo misterioso giallo architettonico. Una “messa in scena” impressionante che offre una ricerca ed un enigma legato ad una leggenda, una suspense lieve e ben calibrata contornata da eventi fantastici. E qui si vede tutto il talento di Harari che, grazie alla sua bravura grafica, riesce a tenere il lettore affascinato fino all’ultima pagina, nonostante non si tratti di un’opera piena di eventi anzi, al contrario, si può tranquillamente dire che accadono poche cose durante lo svolgimento della trama.

La splendida grafica in tricromia e l’impostazione delle tavole, le inquadrature, i dialoghi e perfino i lunghi silenzi contribuiscono, insieme, a rendere L’attrazione un’opera affascinante, che racchiude in sé elementi presi dal giallo e del racconto fantastico. Seguendo la tradizione della ligne claire della bande dessinée e con un occhio di riguardo ai migliori contemporanei d’oltre oceano, Harari sviluppa un suo stile personale, visivamente equilibrato, che sposa perfettamente la seducente narrazione. Un autore che è una “scoperta” decisamente interessante ed una lettura piacevole, sicuramente da tenere d’occhio per il futuro e di cui non si può che attendere la prossima prova editoriale.

Penetrante


Lucas Harari

Nato a Parigi nel 1990 dove tuttora vive, dopo un breve periodo passato nella facoltà di architettura, Lucas Harari ha studiato arti decorative nella sezione immagine stampata, laureandosi nel 2015. Ha cominciato pubblicando alcune fanzine autoprodotte per poi passare a lavorare come fumettista ed illustratore per l’editoria e la stampa. L’attrazione, rivelazione del 2017 nel panorama fumettistico d’oltralpe e già vincitore di importanti premi del settore, è il suo primo graphic novel.


L’attrazione
(L’Aimant - Éditions Sarbacane, 2017)

autore: Lucas Harari
Coconino Press
brossurato
colore
pag. 152
2018