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Smoke on the Water. E la stupidità generò il mito.

Smoke on the Water è sicuramente una delle canzoni più iconiche del rock. Il suo riff di chitarra ed il suo rifrain, l’hanno resa una delle più famose e riconoscibili di tutto il panorama musicale, di tutti i tempi. Vediamo come è nata una leggenda della musica.
Smoke on the Water. E la stupidità generò il mito.

Ci sono alcune canzoni che sono immediatamente riconoscibili, che sono così famose da trascendere il genere di appartenenza, che indipendentemente da chi le stia ascoltando generano una sorta di rispetto e ammirazione, che obbligano ad alzare il volume, muovere la testa, battere il piede, roteare i fianchi. Magari non se ne conosce il titolo o il nome chi la esegue, ma sono praticamente nel “DNA” di ogni persona.
A questa categoria appartiene di diritto, senza ombra di dubbio e timore di smentita, una canzone dei Deep Purple datata 1972: Smoke on the Water.

Tutti gli ascoltatori di rock, specialmente se hard o metal, conoscono Smoke on the Water, è praticamente impossibile che non sia così. I motivi sono molteplici: prima di tutto perché quelle quattro note in sol minore in apertura danno vita ad uno dei riff più indimenticabili e riconoscibili di sempre. In secondo luogo, perché praticamente ogni chitarrista ed ogni band agli inizi (e non solo) si sono cimentati nell’esecuzione di questo brano.
Quello che molti non sanno, però, specialmente i più giovani - decisamente più di chi scrive - è la storia che ha ispirato e dato vita a questo incredibile pezzo di storia del rock e della musica moderna.

Deep Purple (1971)

Montreux è una bella cittadina svizzera di poco più di 26.000 abitanti, che si affaccia sul lago Lemàno, o se preferite lago di Ginevra. La città ospita alcuni eventi internazionali di un certo rilievo, tra cui il Freddie Mercury Memorial Day e, soprattutto, uno dei festival musicali più famosi e importanti al mondo, il Montreux Jazz Festival. Nato nel 1967 per iniziativa del promoter e manager musicale Claude Nobs, conosciuto nell’ambiente anche con lo pseudonimo di Funky Claude, il Montreux Jazz Festival ospita, a discapito del nome, performance di artisti di altissimo livello, non prettamente jazz. Giusto per dare un’idea, sul suo palco si sono alternati infatti una serie eterogenea di artisti che spaziano da Keith Jarrett a Phil Collins, dai Weather Report a Nina Hagen, da Bob Dylan a Jamiroquai. E ancora dai Soft Machine a Zucchero Fornaciari, da Santana a Van Morrison, Nina Simone, Frank Zappa, ZZ Top, Deep Purple, Marvin Gaye e tantissimi altri.
"Se vuoi la pace per la tua anima, vai a Montreux", soleva dire Freddie Mercury, che s’innamorò di quel luogo incantato e ne fece la sua dimora nell’ultimo anno di vita, prima di rientrare a Londra per morire nel 1991 e dove i Queen possedevano un loro studio di registrazione, i Mountain Studios. A Winter’s Tale, secondo singolo dell’ultimo album della band, Made in Heaven, uscito nel 1995 a quattro anni dalla morte di Mercury, è un omaggio che il cantante fa proprio a quel luogo che lui riteneva “magico” e spirituale.
Quello che accadde il 4 dicembre 1971, però, non ha a che fare con la spiritualità e l’incanto del luogo, quanto invece con la paura, il pericolo e il dolore.
Quel giorno, sul palco del Casinò, per il Montreux Jazz Festival si stavano esibendo Frank Zappa & The Mother of Invention. Affascinante mix di musica rock sfacciata e cerebrale, tipico dell’istrionico artista, sempre provocatorio e sopra le righe, il set dei Mother era stato “rovinato” da un inconveniente alla batteria di Ansley Dunbar, cosa che aveva indotto una parte degli spettatori ad abbandonare il concerto. La band stava eseguendo il brano King Kong quando, durante l’assolo di sintetizzatore di Don Preston un fan, tale Zdenek Spieka, volle esprimere tutto il suo entusiasmo per l’esibizione sparando un mortaretto verso il soffitto in bambù del casinò, che prese fuoco immediatamente.

«Frank Zappa & the Mothers were at the best place around, But some stupid with a flare gun, burned the place to the ground» 1

                                 [Deep Purple – “Smoke on the Water”]

Vista la reputazione da eccentrico del musicista americano, non furono in pochi a pensare che si trattasse di una trovata per rendere più strepitoso il finale dello show, ma Zappa ebbe la capacità di restare molto calmo e di invitare il pubblico a lasciare il teatro con calma, poi prese la chitarra e ruppe un finestrone e con gli amplificatori infransero le finestre dietro il palco e molti si gettarono fuori da quelle aperture, saltando dal secondo piano a terra - la sala dei concerti aveva una serie di finestre che davano sulla piscina. Anche Nobs, dal canto suo, si dette molto da fare aiutando attivamente i vigili del fuoco nel portare in salvo gli spettatori, andando avanti e indietro dal casinò con persone in difficoltà. Dopo che tutti furono tratti in salvo, il fuoco raggiunse il sistema di riscaldamento del casinò e le fiamme inghiottirono completamente lo stabile.
Sul bootleg live di Frank Zappa intitolato Swiss Cheese/Fire!, è reperibile una registrazione del momento dell’annuncio dell’incendio e un’esplosione.
Zappa e i Mother lasciarono il casinò correndo attraverso le cucine e poi utilizzando le scale laterali. Il pullman li portò poi di corsa in albergo, situato dalla parte opposta del lago, da dove poterono vedere il casinò bruciare, portando con sé tutta la loro attrezzatura rimasta all’interno.
Il fatto che il concerto fosse iniziato nel pomeriggio, che alcuni spettatori se ne fossero andati in anticipo per il problema alla batteria di Dunbar e che non ci fossero sedie, contribuì a far si che nessuno rimanesse ucciso quel giorno: la maggior parte dei feriti lo erano in modo lieve e solo poche persone ebbero necessità di essere portate in ospedale.
"Erano molto ben organizzati.”disse in seguito Zappa in un’intervista. “Sono stato fortunato che molti fossero in grado di parlare inglese, perché non sapevo cosa dire loro in francese".

In quei primi giorni di dicembre, una delle più grandi - e di culto - band del rock, i Deep Purple, si trovava a Montreux per registrare il loro nuovo album. Il progetto era di sistemarsi nel teatro del casinò, che dopo il concerto di Frank Zappa & Mothers of Invention avrebbe chiuso fino alla stagione successiva, e di utilizzare lo studio di registrazione mobile noleggiato dai Rolling Stones.

«_We all came out to Montreux, on the Lake Geneva shoreline, To make records with a mobile, We didn’t have much time» 1

                                 [Deep Purple – “Smoke on the Water”]


Le cose, però, non andarono come progettato.
Quella sera, dall’hotel in cui alloggiava, posto sul lato del lago opposto al casinò, la band inglese poté osservare quello che accadde. In un primo momento non sembrava nulla di grave, ma quando le fiamme divennero più alte, la portata dell’incendio divenne chiara. Con sgomento videro il casinò andare completamente in fiamme e quando l’incendio fu domato, il lago di Ginevra era ricoperto da un denso strato di fumo. Fu Roger Glover, bassista della band, ad avere l’idea per il titolo di una canzone. Glover raccontò che lo spunto gli venne in sogno, qualche giorno dopo l’incendio, quando vide il fumo che dal casinò si riversava sulle acque del lago: fumo sull’acqua, Smoke on the Water.

«Smoke on the water a fire in the sky» 1

                                 [Deep Purple – “Smoke on the Water”]

In realtà, Glover aveva qualche dubbio in merito al titolo, perché poteva far venire in mente ad una canzone sulla droga, ma tant’è.
Lo studio mobile affittato dagli Stones non era certo economico e i Purple dovettero trovare velocemente una nuova location per le registrazioni. Una prima opzione fu il teatro The Pavilion, ma le lamentele dei vicini, che non gradivano il volume elevato, fecero si che venissero sfrattati immediatamente.
La band si trasferì allora nel Grand Hotel di Montreux, dove portò a termine la maggior parte di quello che sarebbe diventato una delle pietre miliari nella discografia rock: Machine Head. Qui Smoke on the Water, abbozzata nelle precedenti sessioni di registrazione, viene completata dall’accurato ed evocativo testo scritto dal cantante Ian Gillan e dalla chitarra di Ritchie Blackmore, con uno dei riff più famosi e travolgenti di tutti i tempi. Quattro note che Blackmore, disse in seguito, essere una (libera) reinterpretazione tratta dalla Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven e che, per questo, gli deve un bel po’ di soldi. L’organo di Jon Lord, la batteria di Ian Paice e il basso di Roger Glover, completarono poi il tutto in modo praticamente perfetto. Non c’è nulla fuori posto, niente di esagerato o sottotono nel brano. In un’intervista apparsa sulla rivista inglese Classic Rock (#234, aprile 2017), Ian Paice afferma che "quello che è sorprendente della canzone, in particolare del riff di Ritchie, è che nessuno l'aveva mai fatto prima, perché è così gloriosamente semplice e meravigliosamente soddisfacente". Ed è proprio così: una canzone perfettamente semplice e travolgente, facile da eseguire e da tenere a mente, perfettamente equilibrata, che va dritta al punto per non lasciarti più.

Ironia della sorte, la band inglese non era convinta della reale bontà della canzone, anche per via del testo particolarmente descrittivo. Fu Nobs a convincerli ad inserire Smoke on the Water nel disco. I Purple erano a cena dall’impresario e gli fecero ascoltare il brano che parlava anche di lui («Funky Claude was running in and out, pulling kids out of the ground») ma che non sarebbe stato incluso nel disco. Dopo averla ascoltata, Claude Nobs gli disse che la canzone era assolutamente da incidere, cosi decisero di fidarsi del giudizio del manager svizzero e di inserirla all’interno della track list di Machine Head.
Il disco, registrato tra il 6 ed il 21 dicembre 1971, vede come ingegnere del suono il veterano Martin Birch, che già aveva lavorato con i Purple e che sarà con la band in quasi tutti i loro dischi fino a fine anni settanta -- e lo possiamo trovare anche con Fleetwood Mac, Wishbone Ash, Rainbow, Whitesnake, i dischi da solista di Jon Lord, i Black Sabbath, Roger Glover, i primi dieci anni di produzione degli Iron Maiden, Jeff Back, Gary Moore. Michael Schenker Group e tantissimi altri. Viene pubblicato il 25 marzo 1972 ma Smoke on the Water continua ad essere un pezzo in cui la band non crede particolarmente e non si aspetta possa essere un successo, tanto che anche live non viene eseguita molto spesso. Le cose cambiano però l’anno successivo, quando il 21 maggio del 1973, la canzone viene pubblicata come terzo singolo dell’album (Never Before e Highway Star erano stati il primo ed il secondo). Da quel momento la canzone ha scalato le hit parades praticamente di tutto il mondo, diventando uno dei maggiori successi rock di tutti i tempi raggiungendo in America il 4° posto della Bilboard Hot 100 e il 2° su Record World. Con Hush, del 1968, divenne il maggior successo americano dei Deep Purple scalando le classifiche di tutto il mondo e guadagnandosi il Disco d’Oro nel Regno Unito, Italia e Stati Uniti. Machine Head, invece, riuscì ad entrare all’interno della TOP 10 degli album più venduti e diviene doppio Disco D’oro in Francia, Disco D’oro in Italia, Regno Unito, Giappone e doppio Disco di Platino negli Stati Uniti.

Deep Purple - Smoke on the Water (live, 1972) (introduced by John Lord, 2012)

Smoke on the Water è considerata -- a ragione -- una delle più grandi canzoni rock di tutti i tempi. Il suo riff di chitarra è stato suonato praticamente da tutte le cover band e da tutti i chitarristi alle prime armi, fino ai grandi nomi del panorama musicale mondiale, del passato come anche quello odierno, trascendendo dal genere musicale. La si può trovare un po’ ovunque, indipendentemente dai media. I Deep Purple sono tornati a Montreux due anni dopo, nel 1973, con una nuova formazione che vedeva al posto della voce acuta e potente di Ian Gillan, quella più roca, impastata e blues di un altro grande del rock come David Coverdale ed il basso - e voce - funky/blues di Glen Hughes al posto di Roger Glover, per registrare un altro (l’ennesimo) masterpiece della band e del rock: Burn.
Nel 1975, quattro anni dopo l’incendio, il casinòè stato riaperto e le note del famoso riff di Smoke on the Water fanno da decorazione alla balaustra della terrazza che si affaccia sulla sala da gioco. Lungo la riva del lago è stato invece collocato un monumento, ora rimosso (probabilmente perché non particolarmente evocativo… anzi, diciamolo pure, bruttino), con il nome della band, il titolo della canzone e (ancora una volta) le note del riff.

Smoke on the Water è ancora oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, uno dei momenti cardine nei concerti dei Deep Purple. Entusiasma e scatena i fan di allora come quelli di oggi. Una vera istituzione del rock, capace di far esplodere le arene di tutto il mondo quando eseguita.

Immortale!

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Rock Aid Armenia

Smoke on the Water

Vocals: Ian Gillan, Bruce Dickinson,
Paul Rodgers, Bryan Adams
Guitars: Brian May, David Gilmour,
Tony Iommi, Ritchie Blackmore,
Alex Lifeson
Bass: Chris Squire
Keyboards: Geoff Downes, Keith Emerson
Drums: Roger Taylor


Deep Purple

a-side
Smoke on the Water
b-side
Smoke on the Water (live)

hard rock

EMI (UK)
Warner Bross (USA)
1973

Deep Purple
Machine Head


hard rock

Purple Records (UK)
Warner Bros (USA)
1972


side one
1. Highway Star (6:05)
2. Maybe I’m a Leo (4:51)
3. Pictures of Home (5:03)
4. Never Before (3:56) side two 1. Smoke on the Water (5:40)
2. Lazy (7:19)
3. Space Truckin’ 4:31)


Deep Purple
Ian Gillan: lead vocal, harmonica
Ritchie Blackmore: guitar
Roger Glover: bass, cori
Jon Lord: piano, keyboards, organ, vocals
Ian Paice: drums, percussion

engineering: Martin Birch
mixing with: Deep Purple


1: Lyric

Smoke on the Water
(Blackmore, Gillan, Glover, Lord, Paice)

lyric

We all came out to Montreux
On the Lake Geneva shoreline
To make records with a mobile
We didn't have much time
Frank Zappa and the Mothers
Were at the best place around
But some stupid with a flare gun
Burned the place to the ground

Smoke on the water, a fire in the sky
Smoke on the water

They burned down the gambling house
It died with an awful sound
Funky Claude was running in and out
Pulling kids out the ground
When it all was over
We had to find another place
But Swiss time was running out
It seemed that we would lose the race

Smoke on the water, a fire in the sky
Smoke on the water

We ended up at the Grand hotel
It was empty cold and bare
But with the Rolling truck Stones thing just outside
Making our music there
With a few red lights and a few old beds
We make a place to sweat
No matter what we get out of this
I know we'll never forget

Smoke on the water, a fire in the sky
Smoke on the water